In sovrappeso sulle azioni Europa ed Emergenti: la view di Allianz GI

A cura di Allianz GI
Il tema della reflazione, ovvero le attese di una prosecuzione della ripresa congiunturale a livello globale unita a un aumento dei tassi di inflazione, continua a sostenere i mercati azionari. Tuttavia, la spinta inflazionistica legata al prezzo del petrolio dovrebbe perdere slancio nel corso dell’anno. Allo stesso tempo, per i prossimi mesi non ci aspettiamo  un’ulteriore accelerazione della crescita. Tenuto conto delle valutazioni di diverse asset class e della crescente incertezza politica, risulta probabile una maggiore volatilità. Permangono le pressioni rialziste sui rendimenti obbligazionari, in particolare negli USA. Occorre pertanto monitorare il rischio di duration.
Azioni Europa: Overweight
Finora, nonostante le tensioni in ambito politico, nell’Eurozona la congiuntura è rimasta piuttosto stabile. Nel complesso gli indicatori di sentiment indicano una ripresa economica solida, destinata ad acquisire nuovo slancio e ampiezza nel secondo trimestre 2017; è comunque difficile prevedere ulteriori sorprese positive.
La domanda interna dovrebbe confermarsi il principale driver dell’economia nell’Unione Monetaria. L’aumento dell’inflazione riduce il potere di acquisto, ma la crescita costante dell’occupazione sostiene i consumi privati. Inoltre, la congiuntura continuerà a beneficiare dei tassi straordinariamente bassi e della debolezza dell’Euro.
Dopo lo shock del voto sulla Brexit la congiuntura britannica si è dimostrata sorprendentemente solida (nel secondo semestre 2016 il PIL ha evidenziato un aumento della crescita), ma dovrebbe perdere slancio nel corso dell’anno. Gli investitori potrebbero mantenersi cauti data l’incertezza circa le conseguenze dell’uscita dall’UE sull’economia.
In base al P/E di Shiller depurato delle oscillazioni cicliche, le valutazioni dell’azionario europeo sono leggermente superiori alla media di lungo periodo; alcuni Paesi dell’area tuttavia rientrano ancora tra i mercati più interessanti.
Azioni USA: Overweight
I tassi ai minimi storici e la politica monetaria espansiva della Federal Reserve hanno favorito l’aumento delle valutazioni dell’azionario USA, che ora si attestano su livelli elevati. Pertanto, il potenziale di rendimento a lungo termine è limitato.
• La solidità dei dati macroeconomici, soprattutto del mercato del lavoro, sostiene le quotazioni record delle azioni statunitensi, almeno per il momento. Tuttavia, poiché il ciclo economico negli USA è in fase avanzata, presto le aziende potrebbero risentire di una riduzione dei margini per effetto degli aumenti salariali.
I titoli delle società americane ad alta capitalizzazione sono più esposti alle oscillazioni del dollaro rispetto alle azioni delle aziende di minori dimensioni, orientate al mercato interno.
Azioni Giappone: Equalweight
Nel corso dell’anno l’economia giapponese dovrebbe crescere più rapidamente rispetto al passato grazie alle esportazioni, sostenute dalla debolezza dello Yen e dal contesto economico globale più favorevole.
In febbraio la disoccupazione è inaspettatamente scesa al 2,8%, il livello più basso da 22 anni. Anche l’andamento dei prezzi potrebbe sorprendere in positivo. In ogni caso, l’“Abenomics” non è ancora riuscita a spingere l’inflazione stabilmente al rialzo. La Bank of Japan dovrebbe pertanto portare avanti l’allentamento “quantitativo e qualitativo con controllo della curva dei rendimenti”.
• Le quotazioni delle azioni giapponesi restano strettamente legate all’andamento dello Yen.

Azioni mercati emergenti: Equalweight
Nei mercati emergenti si vedono segnali di una moderata accelerazione della crescita, dovuta soprattutto a una politica economica e finanziaria ancora accomodante in Cina, nonché alla stabilizzazione congiunturale in due tra i principali Paesi come Brasile e Russia, riconducibile anche al recente aumento dei prezzi delle materie prime.
• Permangono comunque alcuni rischi. L’orientamento espansivo in numerosi Paesi in via di sviluppo, infatti, si accompagna a maggiori squilibri, e in particolare a un aumento dell’indebitamento privato e dei prezzi degli immobili. Inoltre, le aree emergenti risentono del rafforzamento del dollaro poiché il servizio del debito in USD risulta più oneroso.
In base al P/E di Shiller le valutazioni dell’azionario emergente in termini relativi si confermano interessanti.
In ottica tattica privilegiamo una posizione di sovrappeso, ma gli investitori con un orizzonte temporale di lungo termine dovrebbero tendere verso la neutralità.

Settori
Poiché le attese inflazionistiche sono già aumentate, il proseguimento della ripresa dei titoli value dipenderà dai rendimenti obbligazionari. In un contesto di maggiore inclinazione delle curve dei rendimenti, preferiamo le banche statunitensi rispetto a settori come beni di prima necessità e utility.
A livello strutturale, continuiamo a preferire i titoli che distribuiscono dividendi. In un contesto caratterizzato da deboli prospettive di crescita nel lungo periodo, i dividendi restano un fattore importante per la performance azionaria.