Indice “Brexometer” di State Street: i risultati del sondaggio trimestrale

State Street Corporation ha rivelato gli ultimi risultati del suo indice Brexometer, un indice basato su un sondaggio trimestrale relativo al sentiment degli investitori istituzionali in merito all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.
La ricerca relativa al Q2 2017 evidenzia che un quinto degli investitori istituzionali (19 per cento) prevede di ridurre la detenzione di asset del Regno Unito nei prossimi sei mesi, un calo del 3 per cento rispetto all’indagine relativa al Q1 2017. Altri risultati chiave della ricerca relativi al Q2 2017 includono:

  • Il 31% degli investitori istituzionali ha dichiarato che le loro imprese probabilmente ridurranno la presenza operativa o organizzativa nel Regno Unito, come conseguenza diretta dell’attivazione dell’articolo 50 da parte del governo; mentre il 10% ha detto che aumenterà la presenza;
  • Non sorprende che più dei tre quarti (78%) prevedano che la Brexit abbia un impatto sui propri modelli operativi, un dato leggermente inferiore rispetto all’80% rilevato nel primo trimestre del 2017;
  • Un terzo (33%) degli intervistati ritiene che gli asset owner possano diminuire i loro livelli di rischio di investimento nei prossimi tre o cinque anni; il 28% prevede invece un aumento del livello di rischio rispetto a questo tipo di investitori;
  • Dal punto di vista macro, il 35% degli investitori istituzionali ha un’opinione positiva a medio termine sulla crescita economica globale – in crescita del 2% rispetto al primo trimestre del 2017.

Michael Metcalfe, responsabile Global Macro Strategy di State Street Global Markets, ha commentato: “Il tanto atteso rallentamento successivo al voto sulla Brexit sta tentando di riflettersi nei dati, ma gli investitori a lungo termine rimangono ottimisti. La maggioranza degli intervistati, il 65%, non ha ancora intenzione di ridurre gli asset detenuti nel Regno Unito nei prossimi sei mesi. Mentre il 78% riconosce che la Brexit avrà un impatto sui loro modelli operativi di business, meno di un terzo pensa che probabilmente ridurrà la presenza operativa nel Regno Unito.
L’inizio della Brexit sembra non aver avuto grandi impatti sulla fiducia degli investitori a lungo termine nel Regno Unito; la questione ora è se ciò durerà quando la Brexit effettivamente prenderà forma durante il processo di negoziazione “.
Bill Street, responsabile degli investimenti per la regione EMEA di State Street Global Advisors ha commentato: “Per quanto riguarda i mercati, l’attivazione dell’articolo 50 è stato un non evento, molto più importante è stato l’annuncio del 18 aprile delle elezioni anticipate nel Regno Unito, che ha determinato un rally più significativo della sterlina. I mercati avevano già scontato i negoziati difficili e una Brexit “dura”, così hanno accolto con favore la prospettiva che sia un governo più forte e con più tempo a disposizione ad occuparsi dei negoziati Brexit. In ultima analisi, il pricing è reso difficile dall’impossibilità di prevedere gli sviluppi futuri, ma con l’avanziamento dei negoziati le notizie sulla stampa continueranno a scatenare episodi di volatilità, quindi è opportuno che gli investitori rimangano vigili “.

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