Euro, tonfo notturno

Viviamo ancora giornate piene di tensione, inutile negarlo. Ieri sembrava infatti che sui mercati fosse tornato un poco di ottimismo con il dollaro che scendeva regolarmente , Euro e Sterlina insieme ai mercati emergenti in netta ripresa e valute legate alle commodities in deciso rialzo. Insomma una situazione ottimale in attesa della decisione americana, attesa oggi, sulla Tarp2.
Questa notte sono bastate due notizie macro, assolutamente già note e apparentemente non significative, a cambiare il quadro tecnico e a ribaltare il tutto, almeno nel breve. L’EurUsd è sceso dai massimi di 1.3090 e i minimi della serata a 1.3010 a 1.2812 a causa di voci riguardanti una ulteriore necessità di sostegno da parte del Governo Russo al sistema bancario che avrebbe sofferenze per altri 400 miliardi di dollari legati ai mutui subprime. Inoltre alcuni Ministri Finanziari Europei avrebbero dichiarato che alcuni paesi europei non sarebbero in grado di superare la crisi attuale. In questo contesto l’Eurusd, che sul grafico daily appare in decisa divergenza rialzista, negava la ripresa e scendeva ancora al di sotto delle medie cruciali, negando almeno in parte e almeno per ora, le speranze di una ripresa strutturale.

Le divergenze rimangono, come si nota dal grafico e le possibilità di ripresa restano intatte, però è altrettanto vero che per ora tutti i tentativi anche di sforamento della media mobile a 21 giorni sono andati falliti. Non si deve escludere pertanto un altro e ulteriore tentativo di ribasso verso l’area compresa tra 1.2650 e 1.2500.
Il fatto che si tratti, almeno per ora di un movimento esclusivo di Eurusd, è dimostrato dalla tenuta di AudUsd e di NzdUsd, un primo segnale estremamente importante del fatto che probabilmente questa discesa di Eurusd è temporanea e forse legata a fattori contingenti.
Ed è un problema di debolezza di Euro e non forza di dollaro, che invece rimane leggermente sotto pressione contro le altre valute.

Nzd infatti che tiene i supporti, almeno per ora, e sembrerebbe voler salire verso 0.5800. Il tutto aiuta la discesa del cross EurNzd che da 2.55 è sceso in poche sedute a 2.4000 e sembra essere pronto ad una accelerazione al ribasso anche fino a 2.3400, richiamato anche ieri.

Nel breve periodo occorre cercare oggi livelli di acquisto di dollari in quanto probabilmente l’effetto del piano Tarp potrebbe portare ad una fase correttiva per il biglietto verde da non sottovalutare.

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