Borse in caduta libera, mercato dei cambi che tiene!

Il Dow Jones ha ceduto il 4.24% a 6736.29, l’S&P500 il 4.66% a 700.82, il Nasdaq e’ arretrato del 3.99% a 1322.85. A monte del calo la perdita di fiducia degli investitori nei confronti delle società’ finanziarie e le preoccupazioni circa l’aggravarsi della recessione. Molti analisti a questo punto prevedono il peggio e c’è chi dice che il Dow arriverà ben presto a 5.000 punti. Seduta nera per il comparto finanziario, appesantito dalle notizie provenienti da AIG. Il colosso assicurativo ha registrato la perdita più consistente mai registrata da una società’ statunitense, costringendo il governo a venire in suo soccorso una seconda volta.
Ma il mercato dei cambi tutto sommato ha retto bene l’impatto con il dollaro, Yen e Franco Svizzero che sono saliti ma in misura tutto sommato contenuta.
Anzi questa notte, soprattutto dopo la decisione della Banca Centrale Australiana, che ha lasciato i tassi invariati al 3.25%, le valute ex alti tassi hanno ripreso fiato.

AudUsd Daily

La decisione della Banca Centrale Australiana appare molto significativa, ed ha valore come rompighiaccio verso tutto il sistema finanziario, che fino ad ora aveva in mente solo ed esclusivamente tagli del costo del denaro. Il quadro tecnico non è ancora cambiato perché vede decisamente presente ancora un trend ribassiste per AudUsd con obiettivi che per il momento, al rialzo, appaiono solo come mere correzioni. Però potremmo assistere a qualche cambiamento nel prossimo futuro con movimenti verso 0.6870 che rappresenta una fascia data da massimi precedenti realizzati all0’inizio del mese di febbraio e soprattutto la media mobile a 100 giorni. Dolo una violazione del massimo del 2009 di gennaio aprirebbe la strada ad iun cambiamento del trend in atto.
Ciò che conta però è che da oggi, qualcuno ricomincerà a parlare di carry trade e rendimenti determinati dai tassi. Era la svolta che aspettavamo e che avevamo richiamato qualche tempo orsono.
Sulla scia di AudUsd si è mosso anche NzdUsd che però appare ancora in ritardo rispetto ad AudUsd. Le ragioni sono esclusivamente macroeconomiche (la Nuova Zelanda vive una recessione superiore all’Australia avendo caratteristiche di rischio legate ai carry trades e al comparto finanziario più significative) ma è possibile che ne l medio termine il kiwi possa anch’esso dare segnali di recupero importante. Più volte abbiamo detto che sui cambi la ripresa partirà da queste due valute, almeno tra le valute cosiddette majors, e questa potrebbe essere la data che aspettavamo. Gli effetti quindi si potrebbero avere inizialmente sui cross EurAud ed EurNzd e un poco, di riflesso, anche sulle valute dei paesi emergenti come Turchia e Sud Africa.

EurAud daily