A cura di CA Indosuez
Sono diversi mesi che i lavori del Federal Open Market Committee sono incentrati sulle dinamiche inflattive e, soprattutto, sulla diversa interpretazione delle cause economiche alla base del mancato rialzo dei prezzi. La questione non è da catalogarsi come una mera dissertazione filosofica tra i membri del comitato. Riuscire ad individuare le motivazioni alla base del mancato rialzo dell’inflazione ha un’importanza fondamentale sulle misure di politica monetaria, che la FED dovrà adottare nei mesi a seguire.
Da un lato vi sono coloro che annoverano come transitori i fattori che incidono sulle dinamiche dei prezzi. Di base si fa riferimento, come già evidenziato, a una maggior competizione tra operatori che incide sui prezzi dei servizi offerti soprattutto nel campo della telefonia e dei servizi sanitari. Con la riduzione delle risorse inutilizzate, date dalla dinamica attiva sul mercato del lavoro, si assisterà ad un rialzo dei prezzi. Dall’altro lato vi sono coloro che ritengono i fattori in discussione come strutturali o come conseguenza delle aspettative di inflazione, ormai più contenute dopo anni di crisi economica conclamata.
Alzare i tassi ed attuare una politica monetaria restrittiva, in presenza di fattori che strutturalmente causano la mancata crescita dei prezzi, è ritenuto rischioso perché tale manovra andrebbe ad ostacolare ulteriormente la dinamica dei prezzi. Di contro un atteggiamento attendista, in presenza di fattori transitori, andrebbe ad accelerare il rialzo dei prezzi, a causa dei ritardi con cui gli effetti della politica monetaria si manifestano sull’economia reale.
L’opinione di Janet Yellen è che “il trend debole non persista e che, con la continua forza del mercato del lavoro, l’inflazione si muova verso l’alto l’anno prossimo”. Le parole del Presidente non modificano quindi la previsione di un rialzo dei tassi a dicembre e dei tre rialzi nel 2018, ma il riferimento ai dati di inflazione dei prossimi mesi e la debolezza della dinamica dei prezzi core sottintendono un rischio verso il basso sul sentiero dei tassi nel prossimo anno.