Non sempre si riceve il giusto compenso per quello che si fa. Non essere adeguatamente premiati per quella che è la propria offerta di professionalità, provoca frustrazione e insoddisfazione. E così il promotore Fabio Manfredi ha deciso di compensare questo dispiacere versando, con l’intestazione a proprio favore, un assegno da 100 Euro, contraffacendo la firma di un proprio cliente.
Una volta “beccato” da Consob, che ha provveduto a una sospensione sanzionatoria per un periodo di due mesi dall’albo unico dei promotori finanziari, Manfredi si è difeso sostenendo di aver posto in essere tale condotta a causa delle difficoltà finanziarie nelle quali versava in quel periodo, dovute alle spese di gestione necessarie per intraprendere l’attività di promotore finanziario presso la società di appartenenza.
Il buon Manfredi, va detto, ha restituito il mal tolto e ha provveduto a dare le proprie dimissioni alla banca di appartenenza. Pare che ora sia passato ad un impiego nel settore pubblico. Conoscendo le propensioni di vigilanza del ministro Brunetta, potrebbe essere caduto dalla padella alla brace.