All’assemblea dell’Abi, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha ribadito l’intenzione di continuare a sostenere il credito da parte delle banche alle imprese, affinché il sistema economico-produttivo italiano non rallenti ulteriormente (prevista per quest’anno, infatti, una recessione oltre il 5%).
Tremonti ha proposto una moratoria bancaria che entri in vigore prima di agosto, consistente in una sorta di piattaforma concordata tra Stato, banche ed imprese, che preveda delle maturity per i crediti più stringenti verso le imprese ed, al contempo, un maggior supporto alla capitalizzazione delle stesse. Da parte sua il governo verificherà l’effettiva efficacia dell’attuazione del nuovo piano, varando una nuova normativa per la deduzione fiscale delle perdite registrate nei bilanci degli etni creditizi.
Il flussi di credito dal settore bancario alle imprese non deve mai mancare, tuttavia le banche, come ha sostenuto Mario Draghi, devono evitare un eccesso di automatismo nel delibarare gli affidamenti, rivedendo i propri modelli organizzativi e decisionali, meglio valutando i soggetti affidabili sui quali investire. Dal canto loro le banche, invece, hanno in generale espresso in questo periodo di crisi, la propria difficoltà nel prestare alle imprese, soprattutto in riferimento a quelle piccole.
Nel frattempo, è pronto il testo di legge sul condono fiscale; si tratta del terzo scudo fiscale per il rientro dei capitali dall’estero, secondo “La Repubblica” in riguardo a tutti i soggetti che hanno costituito capitali illegali all’estero fino al 31 dicembre 2007. Il rientro di tali capitali avverrà entro il 31 dicembre 2009 e potrà esser effettuato solo attraverso gli intermediari finanziari. Secondo il provvedimento esposto in ben sei pagine dal quotidiano, i detentori di questi capitali potranno o acquistare titoli di Stato ed obbligazioni speciali di aziende controllate pubblicamente (costo 5% del valore del capitale rientrato) e saranno destinati alla ricostruzione dell’Abruzzo o disporre dei propri danari a piacimento, con un maggior costo dell’operazione (si parla del 7-8%) e vedremo quanti saranno a girare tali importi ai terremotati.
Il nuovo scudo, in sostanza, ha scritto nei giorni scorsi “ La Repubblica”, prevederebbe una sanatoria dei reati penali commessi, sotto forma di emendamento al decreto anti-crisi. Secondo il governo, è doveroso perdonare tutti coloro che hanno aperto fondi in nero all’estero e che hanno evaso l’Erario italiano, quindi. Una normativa dispone che è precluso “nei confronti del dichiarante ogni accertamento tributario e contributivo per i periodi d’imposta per i quali non è ancora decorso il termine per l’azione di accertamento”. Essendo la prescrizione per i reati tributari di cinque anni, scamperanno alla legge tutti coloro che hanno costituito dei fondi all’estero avvalendosi di falsi in bilancio, nel periodo 2004-08.
Sulla nuova regolamentazione, Ignazio La Russa, ministro della Difesa, ha dichiarato: “Non ne abbiamo mai discusso né ho segnali che se ne sia discusso in altra sede”, smentendo di fatto l’ipotesi condono per falso in bilancio e bancarotta fraudolenta per chi riporterà in Italia i capitali dall’estero. Il Mef, infatti, il Ministero dell’Economia e della Finanza, ha negato l’ipotesi di prevedere le due aliquote sopra descritte per i capitali rimpatriati (5% e 7-8%). Tale ipotesi non troverebbe sicuramente l’appoggio dell’Unione Europea, in quanto non rispetterebbe le regole del Trattato dell’Unione, volto ad evitare discriminazioni.
Giulio Tremonti ha marcatamente negato la veridicità dei fatti scritti dalla Repubblica. Intanto, oggi inizia la settimana in cui il governo presenterà e lavorerà sul terzo scudo fiscale che ha l’obiettivo di far rientrare i capitali italiani dall’estero, ma il cui testo è ancora da definire. La sanatoria sui reati commessi, però, è stata appunto negata da Giulio Tremonti, seppur alcuni, come Pierluigi Bersani, non sono tanto convinti della smentita del ministro dell’Economia. Secondo il candidato alla segreteria del Pd, Tremonti si appresterebbe così a varare un emendamento sul quale nessuno Stato Europeo mai sarebbe d’accordo. Dello stesso avviso, nei giorni scorsi fu Antonio Di Pietro, il quale non si dimostrò poi tanto stupefatto di una sanatoria viste le sue opinioni sul governo attuale.
Infine, Tremonti ha riproposto anche il redditometro per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale. Secondo Milano Finanza, nel nuovo strumento, a differenza del precedente, si considereranno non solo i beni di lusso ma anche quelli di base delle famiglie. Tutti i dati sui consumi dovrebbero confluire nella banche dati dell’Anagrafe, di modo da consentire accertamenti automatici.