Il signor Enrico Davini non è ormai più un promotore finanziario. Un addio “forzato”, nato da un susseguirsi di irregolarità, alle quali l’ex pf ha risposto non avvalendosi di nessuno degli strumenti di difesa a sua disposizione.
Le note del 6 marzo 2008, del 27 giugno 2008, del 20 ottobre 2008 e del 3 aprile 2009, con le quali Banca Mediolanum S.p.A. ha trasmesso documentazione e fornito copia delle denunce-querele presentate nei confronti del promotore finanziario dai clienti hanno messo in evidenza le seguenti irregolarità: ha acquisito la disponibilità di somme e di valori di pertinenza dei clienti; ha prodotto e comunicato ai clienti documenti e informazioni non rispondenti al vero mediante la trasmissione di falsi rendiconti; ha eseguito operazioni non autorizzate dai clienti; ha realizzato una confusione fra i patrimoni dei clienti; ha sottratto e fatto uso indebito di carnet di assegni; ha contraffatto la firma dei clienti su modulistica contrattuale e assegni.
Narrando qualche “esempio” pratico delle scorrettezze, in relazione a una cliente, il promotore finanziario, secondo quanto comunicato da Banca Mediolanum nella citata nota del 24 settembre 2007, ha dichiarato verbalmente allo stesso Intermediario di essersi appropriato di alcuni carnet di assegni e di averne emessi una quantità rilevante falsificando la firma della cliente. Nella medesima nota, Banca Mediolanum ha comunicato alla Consob che sul conto corrente della cliente (contestato con il marito), risulterebbero essere stati tratti (nel solo anno 2007) 11 assegni bancari per complessivi euro 43.493,00. Complessivamente, gli assegni emessi all’insaputa della cliente, falsificandone la firma, sono 14 per complessivi euro 53.923,00, tutti negoziati su Banca Mediolanum e incassati dai rispettivi beneficiari. Modalità professionali non propriamente consone alla presenza nell’albo.