Mentre su Bluerating si moltiplicano i commenti alle indiscrezioni circa il ventilato interesse di Banca Mediolanum nei confronti di Banca Sara, la rete guidata da Marco Riva (guarda caso un ex Mediolanum, come ex-Mediolanum sono diversi dei PF di questa società) mette a segno un altro mese positivo, con quasi 66 milioni di euro di raccolta netta in aprile, in crescita rispetto al dato di marzo (61,8 milioni) grazie in particolare all’amministrato (salito a 10,8 milioni di raccolta netta dopo il deflusso netto di 26,4 milioni circa del mese precedente). Meno brillante il gestito, calato a 55,1 milioni (dagli 88,2 milioni di marzo) a causa di una frenata della raccolta fondi (passata da quasi 75,4 a poco meno di 45 milioni), mentre migliorano leggermente le polizze (7,6 i milioni raccolti dai 6,6 milioni di un mese prima) e continuano a soffrire le gestioni.
Nel frattempo la squadra di PF sale di sei unità toccando quota 463 PF operativi, un numero in verità che sembrerebbe un po’ troppo elevato rispetto a quanto annunciato dai vertici di Mediolanum come dimensioni “ideali” per un’eventuale preda in Italia (si era parlato di reti attorno al centinaio di promotori). Solo una delle apparenti incongruenze che portano molti dei lettori di Bluerating a mantenere una notevole cautela riguardo alle indiscrezioni di cui si è detto. Anzi, qualcuno sospetta che alla fine possa risolversi in un nulla di fatto per vari motivi. Anzitutto, fanno notare i nostri lettori, Banca Mediolanum e Banca Sara sono contraddistinte da filosofie operative molto diverse tra loro.
Poi in questo tipo di situazioni, quando la notizia vive di mezze conferme e mezze smentite, senza alcuna presa di posizione ufficiale da parte delle società interessate, vi è sempre il rischio che altro non sia che un modo per scoraggiare, indirettamente, quei PF che da Banca Mediolanum volessero uscire proprio a favore di un ingresso in Banca Sara. Più in generale il tema del risiko si presta a molteplici interpretazioni, in grado di incidere sull’attività di una o più reti coinvolte a torto o a ragione dalla voci di mercato. Non va infine dimenticato che questo tipo di operazioni, basandosi su valutazioni delle attività al cento della transazione che almeno in parte dipendono da multipli di mercato e concorrenti confrontabili (“peer”) sono estremamente influenzabili da collocamenti, fusioni e acquisizioni che si svolgano contemporaneamente sui mercati.
Così anche l’attesa per la valorizzazione che Banca Fideuram riuscirà ad ottenere in sede di Ipo (sempre che lo sbarco al listino di Milano non finisca con l’essere rinviato a settembre) appare in grado di incidere sull’esito dell’eventuale trattativa. Ma Fideuram stessa pare attendere quanto meno l’esito del collocamento di Jupiter Fund Managers sul listino di Londra, così da capire l’appetito degli investitori per emittenti operanti nel settore del risparmio gestito. Doris dunque potrebbe a sua volta volerci vedere chiaro e nel frattempo non aver alcun interesse a smentire o precisare come stanno le cose (così come la stessa Banca Sara). Servirebbe forse l’intervento della Consob, visto che Banca Mediolanum è quotata e può risentire dell’incertezza intorno alla vicenda. Voi che ne dite? Inviate come sempre i vostri commenti qui.