di Gianfranco Cassol
Nel confronto fra Etf e Fondi Attivi c’è un aspetto che viene trascurato e che spesso evito perché, pur riguardando grandezze decisive del processo decisionale dell’investitore, sono di difficile quantificazione. Ma esistono e quindi per forza di cose devono essere considerate. Per l’investitore è importante sapere che con i fondi attivi, diversamente dagli Etf, usufruisce delle competenze, storicamente convalidate, di istituzioni finanziarie e bancarie, nazionali ed internazionali, e dei loro esperti, è un beneficio di forte valenza psicologica, che va ad aggiungersi ai vantaggi strettamente economici quantificabili. La domanda da porsi è: quanto pesa economicamente questo beneficio per l’investitore? Qui entriamo prepotentemente nell’economia comportamentale che, diversamente dall’uomo teorico razionale dell’economia neo-classica, considera come pensa ed agisce l’uomo reale, che nelle scelte d’investimento è guidato dal rendimento psico-economico. Un consistente vantaggio psicologico, dei fondi attivi rispetto agli Etf, è dato inoltre dall’eliminazione del costo emotivo a carico del decisore dovuto all’impatto con la complessità e l’importanza del problema da risolvere. Questo costo, che invece è presente nell’investimento in Etf, si cerca di risolverlo pubblicizzando gli Etf come prodotti semplici, lasciando intendere che la facilità e semplicità di acquistarli significa anche facilità e semplicità di utilizzarli per investire con competenza. Il che equivale a sostenere che poiché è facile disporre di un bisturi, è anche semplice usarlo personalmente.
Ebbene, solo considerando: da un lato i vantaggi psicologici dei fondi attivi; dall’altro lato i costi “nascosti” degli Etf che vanno tolti dalle performance, si può fare un confronto omogeneo e corretto fra fondi attivi ed etf.
L’analisi del Corriere Economia del 15 febbraio 2010, riporta i seguenti dati: il 53% dei Fondi Attivi Azionari è sopra il benchmark 53%; il 60% di quelli Attivi Obbligazionari e Monetari è sopra il benchmark. Queste percentuali dicono, considerando il solo rendimento economico, che ci sono oltre 2.500 fondi attivi che sono per gli investitori più vantaggiosi rispetto agli Etf. Però questi dati e percentuali non corrispondono alla realtà.
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