Euro, ai minimi da 40 giorni

Apertura di forte tensione per la moneta unica europea. Infatti l’euro stamane ha ceduto terreno sui mercati valutari di Tokyo nel confronto con dollaro e yen: la moneta unica è passata di mano, rispettivamente, a 1,2697 e 108,63, meno dei valori fatti segnare venerdì a New York. Invece alle 17.50 l’euro è ancora sotto pressione rispetto al dollaro.
La moneta unica e’ scesa fino a 1,2643 sui minimi degli ultimi 40 giorni.

In particolare il dollaro si è mantenuto stabile a 85,54 yen, in attesa delle misure di stimolo da parte del governo e della Bank of Japan (BoJ), nonchè delle strategie con cui sarà affrontato il superyen che penalizza l’export del Sol Levante. 

 

Infatti gli occhi degli investitori restano puntati sulle mosse del primo ministro Naoto Kan e sul governatore della Banca del Giappone Masaaki Shirakawa. I due hanno avuto un colloquio telefonico sulla stato dei cambi e dell’economia, in cui entrambi hanno espresso la volontà di lavorare a stretto contatto.

Sull’euro, invece, pesano le parole del presidente della Bundesbank e componente del Board della Bce, Axel Weber, secondo cui la Banca centrale europea dovrà continuare a sostenere l’economia di Eurolandia con liquidità illimitata fino alla fine dell’anno e iniziare a discutere di un ritiro delle sue misure straordinarie nel primo trimestre 2011. Gli investitori hanno reagito alle dichiarazioni facendo razzia di dollari, temendo che la crescita economica di Eurolandia sia in pericolo: la necessità di tenere aperto il flusso di fondi di emergenza segnalata da Weber va oltre quanto ha annunciato finora presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. 

A pesare sulla valuta il rallentamento dell’economia in Eurozona. Soprattutto si amplia il gap Nord-Sud. E’ l’analisi di Markit. Secondo la stima flash dell’indice Pmi (Purchasing Managers’ Index), infatti, continua l’espansione del manifatturiero e dei servizi in Eurolandia, anche se si amplia il divario fra la crescita delle economie piu’ forti, Francia e Germania, e quelle piu’ piccole e toccate dalla crisi, in parte localizzate nell’area mediterranea. In particolare l’indice dell’attività manifatturiera in Germania ad agosto mentre in Francia il settore accelera contro tutte le previsioni. Secondo Markit Economics, l’indice dei responsabili per gli acquisti in Germania è sceso a 58,2 punti ad agosto da 61,2 del mese precedente contro stime per una flessione più contenuta a 60,5 punti. In Francia, invece, l’indice è salito a sorpresa, sempre ad agosto, a 54,7 punti da 53,9 di luglio, contro previsioni per un calo a 53,4 punti.

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