di Elisabetta Casarin
L’implementazione di un adeguato sistema di governo societario costituisce un rilevante plus strategico per l’impresa, in quanto la sua esistenza contribuisce a fornire all’opinione pubblica una ragionevole certezza in ordine al corretto funzionamento e al buon andamento dell’azienda, di cui promuove al contempo la legalità e l’efficienza dell’operatività quotidiana, consentendo un efficace perseguimento degli obiettivi di business nel rispetto delle prescrizioni normative e la diffusione all’interno dell’organizzazione di una cultura che non sia esclusivamente piegata alla massimizzazione delle performance, ma sia volta al rispetto di valori etici anche nella gestione degli affari.
La corporate governance è infatti quel complesso insieme di organi, processi e regole aziendali deputati ad assicurare che le politiche e le scelte afferenti la direzione e la gestione dell’impresa risultino ispirate ai principi fondamentali della correttezza, della disclosure e dell’accountability (assunzione di responsabilità in ordine alle decisioni prese). Tali valori costituiscono i driver primari di valutazione su cui i vari stakeholder (azionisti, clienti, dipendenti e collaboratori, fornitori, istituti di credito, regolatori di settore e società in generale) formulano il proprio giudizio di apprezzamento dell’impresa: pertanto, la presenza in azienda di un siffatto sistema di indirizzo e controllo influirà positivamente sul processo di formazione e consolidamento di un solido ed elevato capitale reputazionale.
Stante il ruolo discriminante che il possesso di una buona reputazione ha gradualmente assunto, nel torno di questi ultimi anni, presso la considerazione sociale, non è difficile comprendere il peso determinante che oggi si attribuisce al governo societario.
Evidenziata l’importanza strategica di avere un’efficiente sistema di corporate governance è opportuno soffermarsi brevemente su quello che ne è l’attore principale, il cosiddetto organo amministrativo, che può essere costituito da un amministratore unico oppure, come è maggiormente frequente, da un corpo collegiale, il ben noto Cda o Board. La funzione dell’organo amministrativo è quella di stabilire gli scopi e gli obiettivi di breve e lungo termine dell’azienda, ovvero il motivo per cui questa è in affari, decidendo anche in ordine al modo in cui essi dovranno essere perseguiti, mediante la pianificazione delle strategie, e delegando al management la scelta dei mezzi concreti più proficui attraverso cui calare queste ultime nel contesto della singola realtà aziendale.
L’organo amministrativo è, inoltre, tenuto a verificare che gli obiettivi e i livelli di performance che ha fissato siano conseguiti dai manager, i quali dovranno raggiungerli nel rispetto delle linee di condotta e dei margini di rischio stabiliti dal primo. Come tale, l’organo amministrativo risulta avere la responsabilità ultima sia degli scopi perseguiti dall’azienda sia dei mezzi attivati per realizzarli. In quanto titolare dei poteri di indirizzo strategico e di direzione, l’organo amministrativo costituisce il referente aziendale non soltanto di quella specifica categoria di portatori d’interesse che è rappresentata dagli shareholder, ma si pone anche come l’interlocutore privilegiato di tutti gli altri stakeholder. Sarà pertanto compito dell’organo amministrativo calibrare le politiche e gli indirizzi dell’azienda avendo cura di considerare non soltanto l’interesse degli shareholder alla salvaguardia e all’incremento del valore delle azioni, in cui hanno investito fiduciosamente i propri capitali, ma anche le differenti aspettative di cui si fanno portatori e promotori gli altri stakeholder.
È bene sottolineare che non sussiste una netta contrapposizione, come invece un tempo si usava ritenere, tra le esigenze di redditività e profitto degli azionisti e le aspirazioni degli altri portatori d’interesse. Promuovere la diffusione e il recepimento negli standard aziendali dei valori della salute, della sicurezza, delle pari opportunità, di uno sviluppo socialmente sostenibile, del rispetto dell’ambiente nonché, più in generale, dei principi fondamentali di un business orientato all’etica della correttezza, trasparenza e responsabilità, contribuirà a conferire all’impresa maggior forza attrattiva e credibilità nei confronti dei consumatori, degli investitori e dei finanziatori, facilitando inoltre l’instaurarsi di rapporti privilegiati con i fornitori e il reclutamento di risorse talentuose.
Questo si tradurrà in maggiori acquisti dei beni o servizi prodotti o erogati, con un relativo incremento del volume di liquidità disponibile, cui si aggiungerà l’apporto derivante da un aumento degli investimenti e da un più facile accesso al credito. Ciò favorirà, nel breve termine, un innalzamento del valore delle azioni e, parimenti, il progressivo formarsi di un capitale cui attingere per finanziare piani di sviluppo e innovazione, i quali consentiranno all’impresa di prosperare anche nel lungo periodo, investendo in quelle strategie di diversificazione e di promozione della qualità che risultano particolarmente premianti nell’attuale scenario di mercato.
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