Il gestito per ora resta in panchina

L’Albo dei consulenti che ancora non c’è, il destino dei bancari in esubero che potrebbero andare a ingrossare le fila dei promotori finanziari, i numeri dei bilanci 2011 che si conosceranno non prima di marzo, il ricambio generazionale presso tutte le professioni della finanza: sono solo alcuni dei temi che domineranno il 2012 del settore. Un 2012 su cui si estendono le ombre della seconda parte del 2011, tra indici in calo, spread da record e industria del risparmio messa sotto pressione anche dalle nuove tasse. “Dopo la cattiva performance, specialmente nel secondo semestre, un po’ per tutti i mercati, le masse medie si sono ridotte”, fa notare a BLUERATING un analista. “L’obiettivo per le grandi del settore, a cominciare dalle quotate, sarà mantenere i livelli delle commissioni più ricorrenti, che poi sono quelle di gestione”. Altro tema – che presuppone mercati ancora negativi – è quello delle performance fees, praticamente assenti nel 2011 e un’incognita in questo inizio 2012. “Per questo sarà importante difendere le commissioni di gestione, magari con un mix più conservativo e meno masse medie”, suggerisce l’esperto. “Terzo punto, la raccolta netta. Su questo fronte, tra le tre quotate andrà meglio a Mediolanum e Banca Generali”. Un vantaggio, spiega lo specialista, che si deve ai prodotti a disposizione: Banca Generali e Mediolanum hanno potuto spingere di più sull’acceleratore dei conti deposito: rispettivamente, BG Champion e InMediolanum. L’obiettivo sarà accumulare quanta più raccolta possibile, meno redditizia ma che con il tempo si potrà trasformare in gestione. Come? Grazie alle reti di promotori finanziari, che più avanti potranno contattare i propri clienti valutando con loro la possibilità di passare a prodotti di risparmio gestito. “Azimut, dal canto suo, ha cercato di tenere il passo con il fondo Solidity”. In generale, fa notare un altro esperto, per il settore si confermeranno le criticità della seconda parte del 2011, con gli investitori preoccupati dall’andamento dei mercati. Per questo, è possibile che prosegua il trasferimento delle risorse dal risparmio gestito ai conti correnti e di deposito. Poiché – fonte Banca d’Italia – la ricchezza degli italiani rimane tutto sommato stabile, assisteremo a una ridistribuzione delle masse. L’intero comparto sarà sotto pressione anche per via della competizione interna al sistema bancario tra i vari prodotti dell’industria da una parte e i titoli di Stato – che offrono rendimenti interessanti – e i conti correnti e di deposito dall’altra. “Le banche si focalizzeranno sul loro core business”, dice il secondo analista a BLUERATING, “lasciando spazio agli asset manager”. Si creerà un’opportunità per i gestori puri, insomma. Ma, si sa, le opportunità è molto più facile coglierle nei momenti di mercato positivi.