La maggior parte dei sondaggi d’opinione indica la vittoria di François Hollande su Nicolas Sarkozy. Ma quali elementi dovrebbero considerare gli elettori francesi in queste elezioni presidenziali: la retorica dei candidati, o la potenziale reazione dei vicini europei a un eventuale cambiamento di leadership? Se lo domanda Stuart Thomson, co-gestore del fondo Ignis Absolute Return Government Bond.
“La Politica francese è affascinante”, commenta il gestore “Da quando ho memoria i politici francesi, in campagna elettorale, hanno sempre fatto promesse che poi non sono riusciti a mantenere una volta in carica. L’attuale mancanza di reazioni alla retorica di Hollande dipende dal fatto che la maggior parte degli investitori non crede alle sue parole. Questo, nonostante sia molto probabile che, per fare appello al voto socialista, la retorica di Hollande diventi ancora più di sinistra da qui al ballottaggio. Tuttavia, ritengo che ignorare la retorica sia un atteggiamento troppo compiacente. Credo che Hollande cercherà di promuovere un’agenda più orientata alla crescita per l’Europa. In questo modo incontrerà il consenso dell’area Mediterranea, soprattutto di Spagna e Italia. Ma il paese che ha più bisogno di convincere, è la Germania”.
“Angela Merkel, dal canto suo, ha acconsentito a fornire all’Europa un piano di salvataggio segreto, attraverso garanzie sui prestiti e l’espansione del bilancio della (BCE). Il primo ministro tedesco, tuttavia, è sempre più riluttante a spendere il denaro del suo Paese a favore di ulteriori salvataggi o di un’agenda orientata alla crescita. Sarà quindi il futuro atteggiamento della Merkel a stabilire se la Francia dovrà essere considerata come un’economia semi-core o periferica. La maggior parte delle persone crede che la Bundesbank sia irrilevante, ma non è così. La BCE ha un mandato per la politica monetaria dell’Europa non della Germania, però la BCE avrebbe dovuto essere costruita a immagine della Bundesbank, e non della Banca d’Italia. C’è il pericolo che la Bundesbank si ribelli e che cerchi di influenzare l’opinione pubblica – questo sarebbe pericoloso”.
“L’Europa ha bisogno di crescita e qualsiasi unione monetaria può sopravvivere solo se le regioni ricche sovvenzionano quelle più povere. La Germania non lo accetta e l’eventuale elezione di Hollande potrebbe portare la questione a un punto in cui le decisioni non potranno più essere rimandate. La Germania dovrà scegliere se preferisce pagare per salvare la moneta unica o se preferisce distruggerla. Di fronte a questa difficile scelta, è probabile che finisca per pagare. Ma potrebbe altresì decidere di non mantenere tutti gli attuali membri e imporre a chi rimane un pesante haircut sul debito prima che la Germania si assuma l’enorme onere finanziario di una società (la sua e quella del resto dell’Europa) sempre più vecchia”.