Bnp Paribas RE vuole far tornare lo straniero

In tempi migliori, il nostro Paese era il campo di investimento immobiliare di americani, australiani e altri ancora. Anche grazie all’euro, che attirava chi voleva accantonare un tesoretto in quella che era una delle divise più forti al mondo. Poi la musica è cambiata: la crisi del debito sovrano e la recessione economica hanno fatto cambiare la percezione sulla moneta unica, tanto che i più pessimisti l’hanno già data più volte per vicina al collasso. Morale: data la faticosissima congiuntura nell’eurozona, gli investitori stranieri hanno preferito allontanarsi dall’Italia. “Nel primo trimestre del 2012, il saldo dei flussi di capitale che dall’estero si sono riversati sul real estate italiano ha continuato a mantenersi negativo nonostante le numerose opportunità di investimento presenti oggi nel Paese”, evidenzia Bnp Paribas Real Estate. “Sono rimasti solo i francesi”, commenta qualche operatore.

E a proposito di francesi. Proprio Bnp Paribas Real Estate ha presentato a Milano le prospettive del mercato immobiliare. A livello macro – che poi è quello che conta – ci si aspetta una recessione che molto probabilmente durerà fino a tutto il 2013. La situazione dell’Italia è legata agli altri Paesi dell’area euro e alle tensioni che si stanno concentrando in particolare su quelli con un alto indebitamento e/o un forte squilibrio dei conti pubblici. Un esempio degli effetti di questa situazione lo offre la città di Milano, e in particolare gli uffici.

“La diminuzione dell’occupazione nei prossimi trimestri ”, spiega Bnp Paribas Real Estate, “determinerà un assorbimento negativo degli spazi a uso ufficio. I cantieri avviati porteranno sul mercato nuovi prodotti che provocheranno un aumento dello stock e, se non assorbiti, un aumento del volume dello sfitto. Questo dovrebbe spingere il tasso di sfitto a raggiungere il 14% dello stock a Milano nel 2013. I canoni di locazione dovrebbero proseguire il loro andamento negativo iniziato nel 2009, per stabilizzarsi soltanto nel 2014 e aumentare nuovamente nel 2015”. Il tutto a livelli che non si vedevano dagli anni Novanta.

Ma torniamo agli investitori stranieri. Vero è che l’Italia deve ancora vedersela con i suoi problemi di reputazione, che troppo spesso a livello locale ci sono vincoli che generano inefficienza e che le tasse non invogliano a spendere. Ma è anche vero che l’Italia non è la Spagna: non esiste un problema di riprezzamento. Insomma, non c’è bolla. In più, è ancora il terzo mercato industriale in Europa dopo la Germania e la Francia e l’ottava potenza al mondo. “Il problema”, commenta qualche osservatore, “è che forse non sa presentarsi”.

E proprio per superare questo ostacolo e convincere gli stranieri a tornare, l’ufficio studi di Bnp Paribas Real Estate ha messo a punto una guida pratica pensata per aiutare gli investitori esteri a districarsi “nel complicato e a volte poco trasparente” sistema immobiliare italiano. In vista della ripartenza, premette la società, questo è il momento giusto per iniziare a guardarsi attorno. Obiettivo, prepararsi a cogliere le opportunità della ripresa. Bnp Paribas Real Estate ha così individuato i dieci principali motivi che dovrebbero convincere a puntare sul mattone. E in collaborazione con lo studio legale Bonelli Erede Pappalardo, ha messo a fuoco le principali caratteristiche della fiscalità immobiliare del Paese.

Tra le altre ragioni per investire, c’è da tenere in considerazione la ricchezza elevata dei privati, il forte sviluppo dei fondi immobiliari passati negli ultimi dieci anni da 4 miliardi a 41,4 miliardi di euro di asset under management, il settore bancario in salute, la lunga durata dei contratti di locazione per gli immobili commerciali e la prepotente vena turistica del Paese. Se ne riparlerà la prossima settimana all’Eire, sempre a Milano.