Unipol accetta i concambi, ultimatum ai Ligresti

Unipol accetta la proposta di Fonsai sui concambi messi a punto dalle società del gruppo Ligresti. Lo ha annunciato la stessa compagnia bolognese, che ha anche aperto a quelle condizioni aggiuntive che non mettono a repentaglio l’iter autorizzativo già avviato con le authority e non producono effetti diluitivi sulla partecipazione del 61% che farà capo a Unipol nel nuovo polo assicurativo frutto della fusione tra le due compagnie, Premafin e Milano Assicurazioni.

A questo punto la palla torna alle tre società del gruppo Ligresti, che dovranno valutare l’offerta di Unipol. I cda non sono ancora convocati: Fonsai e Milano Assicurazioni dovrebbero riunirsi lunedì, per dare modo agli indipendenti (che hanno il potere di bocciare l’operazione ) di valutare il piano, mentre Premafin potrebbe riunirsi già venerdì. La risposta comunque dovrà arrivare entro e non oltre lunedì 11 giugno, come ha stabilito Unipol. Senza l’accettazione dei concambi, il pool di creditori non firmerà la ristrutturazione del debito impedendo a Premafin di approvare il bilancio nell’assemblea del 12 giugno e mandando in default la cassaforte di famiglia Ligresti.

Unipol, si legge nel piano approvato dal cda, ha accettato la proposta di Premafin, Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni nella parte in cui prevede una partecipazione di Ugf al capitale sociale ordinario di Fondiaria Sai post-fusione pari al 61%, e di dare mandato all’a.d. di formulare una proposta a Premafin, Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni che riconduca all’impianto originario del progetto di integrazione”. Via Stalingrado avrà dunque il 61% del nuovo aggregato (rispetto al 66,7% chiesto con la sua prima offerta), FonSai il 27,45%, Milano Assicurazioni il 10,7% e Premafin lo 0,85%.

Una proposta, spiega il gruppo bolognese, formulata alla luce della compatibilità con il progetto di integrazione, delle “comunicazioni effettuate” alle authority e della necessità di “procedere rapidamente” al salvataggio di FonSai. Tra le esclusioni la principale è quella di riservare agli azionisti di FonSai le eventuali plusvalenze (circa 800 milioni per la compagnia dei Ligresti) che venissero realizzate dalla dismissione del suo patrimonio immobiliare. La richiesta, secondo Unipol, “altera l’unitarietà della gestione e dunque non risponde a principi di sana e prudente gestione”. La proposta resta inoltre subordinata alla rinuncia da parte dei Ligresti della manleva e del recesso, chiesta dalla Consob per concedere l’esenzione dall’opa su Premafin.