Ubi Banca, salta la trattativa con i sindacati

STOP AL CONFRONTO SULLA RIORGANIZZAZIONE – Stop alle trattative tra sindacati e Ubi Banca sul piano industriale dell’istituto di credito deciso il 18 luglio dai consigli di Gestione e Sorveglianza.  Il progetto mira a realizzare un risparmio di 115 milioni sul costo del lavoro, circa l’8% delle spese per il personale (erano 1,42 miliardi alla fine dell’esercizio scorso), e inizialmente prevedeva una riduzione di 1.578 dipendenti full time (sui 19.407 addetti a fine 2011), la chiusura o cessione di 44 sportelli, la trasformazione di altri 78 in minisportelli, la revisione dei modelli private/corporate e retail, dell’organizzazione di Ubi e Ubis e l’interazione più snella con le banche rete (qui la notizia).

LA CONTROPROPOSTA DELL’AZIENDA – Dopo un primo “no” del sindacato, scrive il Sole 24 Ore, è poi arrivata la controproposta aziendale che punta, entro il 2017, a 700 prepensionamenti e a 2.500 posizioni da modificare portandole da full time a part time. Ma anche questa volta i sindacati hanno rispedito al mittente la proposta e hanno deciso di fermare le trattative e avviare una fase di assemblee in tutti i luoghi di lavoro che inizieranno la settimana prossima.

LA POSIZIONE DEI SINDACATI – “I 115 milioni di euro di riduzione dei costi richiesta dal gruppo Ubi rappresentano un’aberrazione, in quanto, come più volte giustamente rivendicato dall’amministratore delegato Victor Massiah, l’azienda nel suo complesso, pur in presenza di problemi da risolvere non si trova nelle condizioni negative di altri gruppi bancari”, ha commentato Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi. “La delegazione aziendale conosce perfettamente il nostro ‘no’ a livello di sistema sui prepensionamenti obbligatori, così come affrontare una trattativa con le organizzazioni sindacali a senso unico senza entrare nel merito delle rendite di posizione del top management e delle prebende dei numerosi consiglieri d’amministrazione risulta impraticabile. Vogliamo una riduzione netta dei costi di struttura dei consigli di gestione, sorveglianza e amministrazione e una loro significativa riduzione numerica, così come vogliamo capire a quanto ammontano le consulenze esterne e le sponsorizzazioni, argomenti che devono essere messi sul tavolo della trattativa per un trasparente confronto con le organizzazioni sindacali”. La procedura di consultazione dei sindacati sul piano di riorganizzazione scadrà mercoledì 17 ottobre.