Intesa, la Compagnia di San Paolo sostiene i vertici della banca

SOSTEGNO AGLI ATTUALI VERTICI DI INTESA – Compagnia di San Paolo si schiera a favore dell’attuale assetto di vertice di Intesa Sanpaolo, che ritiene sia il migliore possibile per la banca. A dirlo è Sergio Chiamparino, presidente dell’ente torinese azionista di Ca’ de Sass con il 9,7%, in un’intervista rilasciata al settimanale Il Mondo. “Sosteniamo la conferma dell’attuale assetto: Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza, Enrico Cucchiani, consigliere delegato e ceo, e Andrea Beltratti presidente del consiglio di gestione“, ha detto Chiamparino, smentendo le indiscrezioni degli ultimi mesi che indicavano in Gian Maria Gros-Pietro il candidato di Compagnia di San Paolo in sostituzione di Beltratti.

RIDURRE LA PARTECIPAZIONE IN INTESA
Chiamparino ha anche detto che la Compagnia di San Paolo ridurrà la partecipazione in Intesa, che oggi rappresenta quasi il 40% del patrimonio, “per diversificare meglio l’investimento e per rispondere allo spirito della legge istitutiva delle fondazioni, che prevede l’uscita definitiva dal capitale delle banche”. Ma questo non avverrà nell’immediato per due motivi, ha continuato l’ex sindaco di Torino: “Il primo è che il valore del titolo è molto basso e quindi, se uscissimo ora, dovremmo registrare una minusvalenza. Inoltre, una mossa del genere va compiuta senza compromettere la stabilità dell’assetto della banca né quella del sistema in generale”.

IL COMMENTO DI INTERMONTE
– “Le dichiarazioni di Chiamparino si collocano in un contesto più ampio che riguarda tutte le fondazioni nel contesto della legislazione che vuole una minore concentrazione del patrimonio delle fondazioni verso il sistema bancario”, osservano gli analisti di Intermonte (giudizio “interessante”, con prezzo obiettivo pari a 1,65 euro), che non ritengono ci sia un rischio di vendita a breve.

COVERED BOND DA 1,25 MILIARDI – Intanto ieri Intesa Sanpaolo è tornata sul mercato obbligazionario con un covered bond da 1,25 miliardi con scadenza 10 anni e cedola del 3,625%. Gli ordini sono stati pari a 5 miliardi, l’83% dei quali proviene da investitori istituzionali esteri. Il titolo è stato collocato a 200 punti base sopra il tasso midswap (inizialmente proposto a 220), ovvero 106 punti base sotto lo spread del Btp a 10 anni.