DIBATTITO APERTO – Tra i promotori finanziari resta acceso il dibattito sulla funzione di Enasarco, istituto per il quale pochi giorno fa Maurizio Bufi, presidente dell’Anasf, ha chiesto il commissariamento, assieme a Fiaip e Federagenti. A criticare la proposta dell’associazione scende in campo Manlio Marucci, segretario generale di Federpromm, federazione di promotori, che afferma: “È necessario essere cauti e molto prudenti prima di esprimere giudizi trancianti sulla richiesta di commissariare la Fondazione Enasarco e azzerare l’intero consiglio d’amministrazione”.
PAROLA A MANILO MARUCCI – Il segretario generale di Federpromm rileva che “in realtà la dinamica delle relazioni sulla gestione dell’Enasarco, come tra l’altro si evidenzia per quasi tutte le Casse di previdenza, ha ragioni profonde e strutturali che richiamano responsabilità oggettive sulla classe politica precedente, sul modo di come sono nominati i componenti degli organi, l’attribuzione delle consulenze, gli assetti statutari e regolamentari, la scelta del management (a volte senza seguire criteri di competenza e professionalità), le azioni di lobbing intraprese dai sindacati ed associazioni che governano tali enti (nessuno escluso) e certamente non trascurando gli interessi e le logiche sottostanti che riguardano la gestione di risorse finanziarie e del vasto patrimonio immobiliare”.
SERVIZI E TUTELE OFFERTI DA ENASARCO – “Perché”, si chiede Marucci, “si sbraita tanto adesso senza tener presente che la Fondazione ha nei confronti degli iscritti servizi e tutele che altre strutture non offrono? Si veda ad esempio la copertura sanitaria, le borse di studio, l’accantonamento del firr, il contributo di solidarietà, le prestazioni previdenziali (non si dimentichi che il 50% dei contributi sono a carico del datore di lavoro) – per quanto ridicole – ma sempre complementari a quelle dell’Inps”.
UN RIPENSAMENTO SUI NUOVI MODELLI DI GESTIONE – “Certo”, conclude il segretario generale Federpromm, “occorre un ripensamento sui nuovi modelli di gestione di tali enti, soprattutto sulle nomine e sul conferimento di incarichi di responsabilità decisionali quando si trattano miliardi di euro derivanti dai versamenti degli iscritti. Allora spetta agli stessi iscritti con elezioni dirette scegliere i propri rappresentanti nella compagine della governance di tali enti. E non è con la richiesta di commissariamento che si risolvono i problemi di fondo che regolano il loro funzionamento”.