Turchia, per l’azionario Fed e Bce più importanti delle elezioni locali

FOCUS SU BCE E FED – Secondo Koen, Head of Turkish Equities di Union Bancaire Privée – UBP, le novità relative alle politiche della Federal Reserve, per esempio legate a un rialzo dei tassi, o qualsiasi segnale di un potenziale quantitative easing da parte della Banca centrale europea, potrebbero avere un impatto sull’azionario turco superiore a quello di eventuali notizie locali.

ELEZIONI LOCALI – Di recente in Turchia l’attenzione dei mercati finanziari si è concentrata sulla scena politica nazionale, date le elezioni presidenziali tenutesi ad agosto. Il primo ministro Recep Tayyip Erdogan è stato eletto dodicesimo presidente della Turchia, un risultato che non ha sorpreso i mercati, poiché preannunciato dai sondaggi. “Le notizie politiche nazionali e internazionali potranno avere un certo peso, ma a nostro avviso il principale driver della performance del mercato azionario turco sarà l’appetito globale per il rischio, così come per altri mercati emergenti”, ha aggiunto Koen.

PARTITE CORRENTI E INFLAZIONE – Per quanto riguarda l’economia, i temi più importanti riguardano il deficit delle partite correnti e l’andamento dell’inflazione. Il forte deprezzamento della lira turca (TRY) rispetto alle principali valute di fine 2013 sta sostenendo un trend di diminuzione per il deficit di partite correnti, in atto da inizio anno. Nel frattempo, l’elevata inflazione continua a costituire una sfida. Il dato annuale si è attestato al 9,2% a luglio, al di sopra delle attese di fine anno della Banca centrale turca (CBRT), pari al 7,6%. Proprio il trend dell’inflazione sarà osservato attentamente, poiché darà segnali sulle possibili decisioni in materia di tassi di interesse da parte della Banca centrale.

L’AZIONARIO – In ogni caso, “dal punto di vista dei fondamentali, il mercato azionario turco resta allettante, soprattutto per investitori di lungo termine, grazie alle sue opportunità di crescita economica. L’indice MSCI Turkey scambia attorno a quota 10,8x utili, livello che costituisce uno sconto del 40% rispetto al rapporto P/E dei mercati sviluppati (18,1x) e uno del 22% rispetto a quello dei mercati emergenti MSCI (13,9x)”, ha concluso Koen.

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