IL DOCUMENTO – Anasf accoglie con favore il documento di Banca d’Italia sulle nuove disposizioni in materia di remunerazioni (qui la notizia). Il testo, approvato lo scorso 19 novembre, riconosce infatti nella sua versione finale le proposte di modifica avanzate dall’Associazione nazionale promotori finanziari nel corso della consultazione tenuta a inizio anno dall’Autorità.
RICHIESTE ACCOLTE – Innanzitutto, evidenzia Anasf, “è stata riconosciuta la peculiarità della figura del promotore finanziario e in merito alla distinzione tra retribuzione ricorrente e non ricorrente Banca d’Italia ha specificato che le provvigioni non hanno di per sé carattere incentivante, non ricadendo quindi automaticamente nella definizione di remunerazione non ricorrente (alla quale si applicherebbero invece le nuove regole), così come l’Associazione nazionale promotori finanziari aveva sottolineato”. Il documento di Banca d’Italia chiarisce inoltre che i promotori finanziari non sono di per sé figure cosiddette risk-taker, cioè personale più rilevante che incide sul profilo di rischio della banca o intermediario stesso. Si tratta di un risultato importante in quanto è proprio ai risk-taker che si applicano le regole più stringenti sulla remunerazione, evidenzia ancora Anasf. Infine, è stata prevista una deroga per tutte le regole sulla struttura della remunerazione a favore dei neo promotori finanziari, iscritti all’Albo da meno di 3 anni e che non hanno precedentemente avuto rapporti di lavoro con banche o altri intermediari finanziari.
LA SODDISFAZIONE DI ANASF – Sulla base di questi e altri aspetti, “Anasf esprime soddisfazione nel rilevare il pieno recepimento delle proprie richieste di modifica nell’ambito delle disposizioni sulla remunerazione dei promotori finanziari pubblicate da Banca d’Italia”.