Voluntary disclosure, oggi accordo Italia-Svizzera

OGGI L’ACCORDO – Salvo sorprese dell’ultima ora oggi verrà firmato il tanto atteso (vedi notizia) accordo fiscale fra l’Italia e la Svizzera che giunge a pochi giorni dall’entrata in vigore della “voluntary disclosure”. Par di capire che verranno siglati due testi fra Roma e Berna: il primo contro le doppie imposizioni (introducendo lo scambio automatico di informazioni fiscali secondo lo standard Ocse cui la Svizzera ha aderito) e il secondo sulla “trasparenza”, una sorta di “road map” che contiene le soluzioni raggiunte per gli altri dossier fiscali ancora aperti fra Italia e Svizzera. Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, la firma sullo scambio di informazioni a richiesta avverrà a metà febbraio, ha annunciato il capo negoziatore per l’Italia Vieri Ceriani. “Abbiamo l’accordo, la firma è verso la metà del prossimo mese”, ha detto Ceriani. Sullo scambio di informazioni l’accordo prevede una modifica del trattato per evitare le doppie imposizioni che dovrà andare alla ratifica dei rispettivi parlamenti. Questa procedura in Svizzera richiede circa un anno.
I negoziati sono iniziati nel 2012 e nel frattempo al ministero dell’Economia si sono succeduti ben tre ministri. Intanto, la Svizzera ha già raggiunto accordi fiscali con la Gran Bretagna e l’Austria.

NESSUNA VIA DI FUGA DAL FISCO
– Il trattato riguarda cioè, come detto, la regolamentazione della doppia imposizione dei redditi e lo scambio di informazioni fiscali, ma anche l’autorizzazione ad operare sul territorio italiano per le banche svizzere, il trattamento fiscale dei lavoratori transfrontalieri e lo statuto doganale dell’enclave comasca di Campione d’Italia. Con questo trattato, di fatto, la Svizzera esce dalla “black list” del fisco italiano e ciò in considerazione di una norma specifica contenuta nella legge sul rientro dei capitali che, ai soli fini di questa procedura, permette l’uscita dalla “lista nera” se entro il prossimo 12 marzo, come dovrebbe essere, venisse finalizzato l’accordo sullo scambio di informazioni fiscali con l’Italia. Cosa che avviene oggi. E che mette la “voluntary disclosure” sulla rampa di lancio, perché l’italiano che detiene ancora capitali in Svizzera non ha più vie di fuga dal fisco.