VIA LIBERA DALLA CONSOB – La Consob ha dato il via libera alle linee guida sugli incentivi per le sgr, le sicav e le sicaf elaborate da Assogestioni con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio nei confronti degli investitori e di assicurare regole certe per gli operatori. “La validazione della Consob rappresenta il pieno riconoscimento del lavoro portato avanti in ambito associativo, col quale i gestori hanno dimostrato ancora una volta di sapere affrontare la sfida dell’auto-regolamentazione”, ha commentato il direttore generale di Assogestioni, Fabio Galli (nella foto).
QUANDO GLI INCENTIVI ALZANO LA QUALITA’ DEL SERVIZIO – In particolare, le linee guida consentono alle sgr di dimostrare chiaramente in tre diversi modi che un pagamento, una commissione o un beneficio non monetario, pagato o ricevuto da un terzo, soddisfi il criterio dell’innalzamento della qualità del servizio: 1 – mantenendo un elenco interno dei pagamenti ricevuti o versati in relazione alla fornitura del servizio; 2 – registrando in che modo i pag
amenti utilizzati dalla società accrescano la qualità del servizio prestato; 3 – indicando i criteri sulla base dei quali si è verificato l’innalzamento della qualità del servizio. Non solo. Il documento elaborato da Assogestioni individua anche alcune fattispecie in cui si ritiene soddisfatta la condizione del miglioramento del servizio di gestione collettiva, in particolare quando: 1 – il distributore abbina al proprio servizio il servizio di consulenza in materia di investimenti; 2 – la retrocessione offre all’investitore accesso a una più ampia gamma di prodotti; 3 – il distributore offre all’investitore ampie forme di assistenza, soprattutto in fase “post vendita”.
COMMISSIONI DI GESTIONE RETROCESSE AL DISTRIBUTORE – Assogestioni dedica poi particolare attenzione al tema della retrocessione di commissioni di gestione al distributore. A questo proposito, le linee guida consentono alle società di fare affidamento sugli impegni contrattuali in materia di incentivi assunti dal distributore dei fondi per assicurare l’idoneità dell’attività prestata ad aumentare la qualità del servizio offerto e il rispetto degli interessi degli investitori finali. Nel dettaglio, le sgr sono chiamate a verificare il rispetto degli impegni contrattuali assunti con i distributori mediante l’acquisizione di un apposito riscontro documentale (ad esempio, in forma di reportistica su base annuale).
PRESTAZIONI NON MONETARIE – Non mancano infine riferimenti espliciti alle prestazioni non monetarie e al tema della ricerca. Nel primo caso, le linee guida affermano in linea di principio che, al fine di valutare la liceità dell’incentivo non monetario corrisposto dalla società, si dovrà tener conto della “ragionevolezza e proporzionalità” dello stesso. In concreto, il documento offre un elenco, non tassativo, di tipologie di prestazioni non monetarie considerate lecite e un elenco di prestazioni non monetarieconsiderate invece non ammissibili ai sensi della disciplina di riferimento.
RICARCA – Per quanto riguarda la ricerca, il documento realizzato da Assogestioni riprende, sviluppandolo, quanto previsto in una comunicazione Consob del 14 gennaio 2009 (“Misure di livello 3 concernenti la tematica della ricerca in materia di investimenti nel rapporto tra gestore e negoziatore”). In particolare, le linee guida prevedono che le società possano considerare soddisfatto il requisito dell’accrescimento della qualità del servizio dalla stessa prestato se la ricerca: a) è in grado di fornire valore aggiunto al servizio di gestione collettiva prestato dalla società; b) rappresenta un’elaborazione originale, mediante considerazioni e valutazioni critiche di fatti nuovi o già esistenti, e non la mera ripetizione o riformulazione di dati esistenti o già diffusi; c) è rigorosa e non si limita ad affermare ciò che è comunemente noto o evidente; d) comprende un’analisi o una elaborazione di dati volte a raggiungere conclusioni significative.
“UN CANTIERE APERTO” – Il via libera della Consob alle linee guida, ha commentato Roberta D’Apice, direttore del settore legale dell’Associazione, “consentono alle società che intendessero adottarle di individuare un ‘porto sicuro’, adottando comportamenti operativi considerati in linea con il quadro normativo vigente”. Il documento di Assogestioni comunque, precisa D’Apice, “sono un cantiere aperto al servizio degli operatori e potranno essere oggetto di revisioni e integrazioni da parte dell’Associazione a seguito sia di un ulteriore confronto con le associate sia di quanto emergerà a livello europeo, una volta completato il quadro normativo relativo alla Mifid2”.