Anand (Fidelity I.): saranno i singoli titoli a fare la differenza nel portafoglio

Nonostante l’economia globale presenti alcuni elementi di incertezza, il sentiero di crescita è ben avviato per proseguire. Archiviato il 2015 non senza fasi di volatilità – causate da elementi quali i timori sul debito greco e le instabilità geopolitiche del Medio Oriente – ora l’interesse degli investitori è rivolto ai trend che potrebbero caratterizzare il prossimo anno. Secondo Paras Anand (nella foto), head of european equities di Fidelity International, che in occasione del Fidelity Media Forum 2015, organizzato dalla stessa società di gestione a Londra, ha esposto a BLUERATING il suo outlook, il quadro per quanto riguarda lo scenario macroeconomico in Europa è più che positivo.

Quale sarà lo scenario europeo per il 2016?

L’Europa sarà un’area molto attraente per gli investitori. La fiducia dei consumatori è in rialzo sulla scia degli aumenti dei salari, mentre la disoccupazione è in ribasso. L’anno appena passato, così come quello precedente, è stato dominato da una assenza di crescita e bassa inflazione: elementi che hanno avuto conseguenze negative sulla produttività. Il contesto dovrebbe ora cambiare, con l’inflazione che dovrebbe salire di 1-2 punti percentuali nei prossimi 12-18 mesi, con conseguenze positive anche per gli investimenti.

Insomma, si sta tornando alla normalità.
Dopo un lungo periodo di stagnazione con bassa inflazione e una crescita anemica in cui i mercati finanziari sono stati caratterizzati da forte volatilità, nei prossimi 12 mesi ci aspettiamo un ciclo “sorprendentemente normale”. In Europa la ripresa continuerà sostenuta da una maggiore attività anche per i Paesi più colpiti dalla crisi finanziaria, come l’Italia e la Spagna.

Dove si possono trovare quindi le migliori opportunità d’investimento?
La grande sfida per i gestori sarà quella di selezionare con cura le aziende di successo con nuovi modelli di business, soprattutto nel settore dei consumi. Stiamo assistendo a grandi cambiamenti ed è necessario avere gli strumenti giusti per valutare correttamente le società in cui investire, in un mondo in cui il ritmo dell’innovazione è sempre più veloce. I vincitori del futuro saranno le aziende in grado di adattarsi a contesti concorrenziali spesso in costante evoluzione.

In questo senso preferite società a grande capitalizzazione o ci sono interessanti occasioni anche nelle aziende più piccole?
Troviamo opportunità in entrambi i segmenti. Le migliori società a grande capitalizzazione tendono ad essere più stabili rispetto alla media del mercato. Per contro nell’ottica della conoscenza delle singole imprese e di comprensione dei loro business, le società a media e piccola capitalizzazione offrono sicuramente un maggiore vantaggio a chi basa le scelte di investimento su approfondite analisi. Quello a cui guardiamo nella scelta dei titoli su cui puntare è una buona combinazione tra qualità e valore. Inoltre siamo focalizzati sull’attenta analisi dei rischi, con l’obiettivo di proteggere i clienti da eventuali brutte sorprese.

Quali settori prediligete e quali invece a vostro avviso sono meno interessanti?
L’impatto del quantitative easing da parte della Bce sta avendo sicuramente conseguenze positive per le economie di tutta la regione. Guardando alle aziende, le migliori prospettive le hanno quelle meglio posizionate per beneficiare della ripartenza dei consumi e dell’economia domestica europea; come se ne possono trovare nel finanziario, nei consumi e in molti altri settori. Tuttavia a nostro avviso si va delineando un contesto in cui la dispersione dei rendimenti fra singole aziende sarà maggiore rispetto al 2015. Non saranno quindi i settori scelti, bensì i singoli titoli a fare la differenza maggiore nei portafogli. Le aziende che sapranno distinguersi in positivo non saranno infatti quelle di questo o quel settore, bensì quelle maggiormente capaci di innovare e di accrescere i propri utili in maniera continuativa e sostenibile.

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