L’invito in massa a ritirare i depositi costituisce reato

DOMANDA. Leggo di una campagna di alcune associazioni di consumatori che parlano di boicottaggio alle quattro banche salvate, con ritiro in massa dei depositi se il Governo non risarcirà tutti. Ma inviti del genere non costituiscono reato?
G.M., Torino

RISPOSTA. Il boicottaggio in sé non costituisce reato, ma certi inviti come quelli a cui fa riferimento il lettore possono effettivamente concretizzarsi in comportamenti penalmente rilevanti. E’ reato, per esempio, l’invito a prelevare in massa i depositi. Vediamo perché. Fino all’anno 2002, esisteva nel nostro ordinamento giuridico il reato di aggiotaggio bancario commesso da chiunque divulgasse, in qualunque forma, notizie false, esagerate o tendenziose riguardanti banche o gruppi bancari, atte a turbare i mercati finanziari o a indurre il panico nei depositanti, o comunque a menomare la fiducia del pubblico. Era prevista la reclusione fino a tre anni assieme alla multa da uno a cinquanta milioni di lire. Inoltre, si rientrava nella disposizione dell’articolo 138 del Testo Unico Bancario il quale prevedeva che restassero fermi l’articolo 501 del Codice Penale che disciplinava l’aggiotaggio, l’articolo 2628 del Codice Civile sull’aggiotaggio societario e l’articolo 181 del Testo Unico della Finanza riguardante l’aggiotaggio sugli strumenti finanziari.Il Decreto Legislativo 11 aprile 2002 n. 61 ha accorpato la fattispecie dell’aggiotaggio bancario con quelle dell’aggiotaggio su strumenti finanziari e delle manovre fraudolente sui titoli della società, riformando l’articolo 2637 del Codice Civile nella maniera ora in vigore: “Chiunque diffonde notizie false, ovvero pone in essere operazioni simulate o altri artifici concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari, quotati o non quotati, ovvero ad incidere in modo significativo sull’affidamento che il pubblico ripone nella stabilità patrimoniale di banche o di gruppi bancari, è punito con la pena della reclusione da uno a cinque anni”. In ogni caso, iniziative del genere sembrano effettuate con il solo scopo di ottenere facile pubblicità e risalto mediatico dopo il verificarsi di eventi molto gravi e che interessano un elevato numero di persone. Non è un caso che ad analoghi annunci del passato non siano mai seguiti i fatti. E per fortuna che a rendersi artefici di simili iniziative siano solo poche associazioni di consumatori, anche se purtroppo tra quelle più in vista, e non tutte.

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