Manovra, stangata su banche e assicurazioni

Saranno banche e assicurazioni a pagare il conto della legge di bilancio. La sentenza spietata, ripresa stamane su MF da Andrea Pira, è frutto di una fonte leghista. Aumenti di tasse in arrivo per compagnie e istituti di credito, veri e propri “avversari” del popolo in senso lato e delle pmi stando alla valutazione del Governo.

Come riporta Pira, il settore bancario era d’altronde già da tempo entrato nel mirino con l’annuncio in particolare della revisione delle detrazioni sugli interessi passivi.

Più nel dettaglio, la deduzione delle svalutazioni e delle perdite sui crediti per quanto riguarda le banche viene spostata al 2026. Come riporta il Documento programmatico di Bilancio: “La deduzione della quota del 10% dell’ammontare dei componenti negativi, svalutazioni e perdite su crediti, degli enti creditizi e finanziari prevista ai fini Ires e Irap e’ differita al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026”. Anche il trattamento fiscale sulla svalutazione dei crediti in base ai nuovi principi contabili è interessato: “La deducibilita’ ai fini Ires e IRAP della riduzione di valore dei crediti e delle altre attivita’ finanziarie derivanti dall’adozione del modello di rilevazione del fondo a copertura perdite per perdite attese deve essere applicato in modo retrospettivo per il 10% del loro ammontare nel periodo di imposta di prima adozione delle International financial reporting standard 9 e per il restante 90% in quote costanti nei 9 periodi d’imposta successivi”, si legge nel Documento.

Le assicurazioni a loro volta dovranno incassare anche ritocchi alla normativa sull’Rc auto, con l’eliminazione dei premi maggiorati nelle aree più a rischio. «Un Rc auto più equa», scrive su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio, criticando le differenze oggi presenti e ribadendo che a suo dire in alcune zone dell’Italia si paga «davvero troppo». Più tasse anche per il gioco d’azzardo, settore per il quale il governo studia un riordino complessivo. L’intesa tra i partner di governo è stata raggiunta soltanto a tarda serata, dopo tensioni tra i due maggiorenti, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini sul tema della pace fiscale.

Resta confermato l’impianto delineato dalla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. Quindi spazio anche alla riforma del fisco, con il forfait al 15% esteso a 65mila euro di ricavi per autonomi, snc, sas e srl. Previsto anche uno sgravio Ires per chi investe in ricerca, macchinari e assunzioni. In questi casi l’aliquota scenderà dal24% al 15%. Per finanziare gli sgravi sarà abolito l’Aiuto alla crescita economica e non partirà l’Iri, prevista dal passato governo dal primo gennaio.