Altro che flop, come hanno sostenuto nei mesi scorsi alcuni sindacalisti. Il gruppo Intesa Sanpaolo continua a credere nel contratto misto, che unisce assieme una retribuzione da dipendente part time della banca e un compenso da lavoratore autonomo (in genere come consulente finanziario). Almeno per i giovani neolaureati, la tendenza a proporre il contratto ibrido sta prendendo sempre più campo nel gruppo guidato da Carlo Messina. E’ quanto emerge dalle dichiarazioni rilasciate al Sole24Ore.com (nella sezione management) da Roberto Cascella, responsabile direzione People Management & HR Transformation. Cascella parla di 300 contratti misti, di cui 170 sono stati fatti a neolaureati. “Quella che all’inizio era una sperimentazione è oggi diventata una modalità stabile di recruiting”, ha dichiarato il manager di Intesa Sanpaolo.