Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, ci sono alcuni cambiamenti da considerare per quanto riguarda i costi da dedurre in Unico per le spese sostenute verso operatori stranieri e alle società controllate straniere.
COSA CAMBIA – Gli elenchi dei Paesi considerati black list dal fisco italiano, infatti, si fanno più leggeri. Sono in arrivo i due decreti che riducono gli Stati ritenuti paradisi fiscali: il primo riguarda l’indeducibilità dei costi, il secondo interviene sulle cosiddette Cfc, ossia sulla tassazione delle società controllate estere. Per quanto riguarda il primo decreto, dalla black list italiana escono Singapore, Emirati Arabi Uniti, Mauritius e Costarica. Nel complesso vengono rimossi dalla black list sui costi una ventina di Paesi e giurisdizioni con i quali è in vigore un accordo bilaterale o multilaterale che consente lo scambio di informazioni in materia fiscale. Escono anche Gibilterra, Guernsey, Herm, Isola di Man, Isole Cayman, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini britanniche.
ANCORA IN BLACK LIST – Resteranno invece nella “lista nera”Nella meno di 50 Paesi, tra cui Hong Kong, Montecarlo (con l’esclusione delle società che producono almeno il 25% del fatturato all’estero) e Liechtenstein. Si tratta di Paesi per cui l’Italia si è già mossa per lo scambio di informazioni, ma con i quali gli accordi non sono ancora entrati in vigore. La Svizzera rimarrà nell’elenco black list sull’indeducibilità dei costi solo per quanto riguarda le società non soggette alle imposte cantonali e municipali, come le holding, le ausiliarie e quelle di “domicilio”.
SOCIETA’ CONTROLLATE ALL’ESTERO – Per quanto riguarda l’altra black list, quella che riguarda le società controllate estere, escono Filippine, Malaysia e Singapore. Questi Paesi, infatti, oltre ad avere un accordo con l’Italia sullo scambio di informazioni, applicano un regime generale di imposizione non inferiore al 50% di quello applicato nel nostro Paese.