Il Coronavirus fa congelare i dividendi delle banche italiane. La prima a muoversi è stata Unicredit che ha seguito la recente direttiva della Bce di fermare la distribuzione delle cedole “almeno fino all’ottobre 2020”. La ragione, da parte di Francoforte, è quella di permettere agli istituti di essere vicini alle piccole e medie imprese e alle famiglie in un momento così difficile, evitando di usare la liquidità in cassa per dividendi e buyback.
E così ieri il cda del gruppo guidato dall’amministratore delegato Jean Pierre Mustier(nella foto)
, riunito ieri in via straordinaria, ha deciso di ritirare, senza modificare l’ordine del giorno dell’assemblea degli azionisti convocata per il 9 aprile a porte chiuse, la proposta di deliberare su tre punti: il primo è la distribuzione di un dividendo per l’esercizio 2019 di 0,63 euro per azione a valere sulle riserve di utili, il secondo, invece, l’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie fino a 467 milioni di euro (non superiori a 67 milioni di azioni della banca) e il terzo l’annullamento delle azioni proprie. La banca, tuttavia, offrirà alle sue Fondazioni azioniste finanziamenti dedicati a condizioni favorevoli fino a un valore pari all’ammontare dei dividendi.
Il congelamento del dividendo è stato seguito stamane da analoga decisione di Banca Generali e Banca Mediolanum e sarà molto probabilmente seguito domani da Intesa Sanpaolo che riunisce il consiglio d’amministrazione.