Consulenti, cosa c’è per voi nel DL Rilancio

Il decreto rilancio è arrivato e Anasf l’ha setacciato riga per riga alla ricerca di misure che possono dare un sostegno economico concreto al mondo dei consulenti finanziari e ai loro dipendenti. Il decreto dovrà seguire il proprio iter parlamentare, però ci sono già diversi spunti interessanti su cui vale la pena soffermarsi.

Per quanto riguarda l’Irap, l’articolo 24 sancisce che è stato eliminato il versamento del saldo Irap relativo al 2019, mentre resta dovuto l’acconto per il medesimo periodo d’imposta che si è versato nel corso del 2019 (se lo avete versato, non è rimborsabile. Se non lo avete ancora fatto, sarà comunque dovuto). Non è inoltre dovuto il versamento della prima rata d’acconto Irap relativa al 2020 (se non lo fate ora, comunque, andrà versato a saldo).

L’indennità dei 600 euro ottenuta nel mese di marzo è stata confermata anche ad aprile. L’Inps provvederà ad accreditarlo in automatico a chi lo aveva già ottenuto il mese precedente.

L’articolo 25 del decreto Rilancio prevede inoltre un contributo a fondo perduto a favore anche dei consulenti finanziari. Questo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dello stesso mese del 2019. L’ammontare del contributo è così determinato: si calcola la differenza di fatturato tra aprile 2019 e aprile 2020, dopodiché verrà riconosciuto il 20% ai cf con compensi non superiori a 400 mila euro nel 2019; 15% ai cf con compensi tra i 400 mila e il milione; 10% per i cf con ricavi superiori al milione e fino a cinque milioni.

Al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, i consulenti dovranno fare domanda telematica all’Agenzia delle Entrate, con l’indicazione della sussistenza dei requisiti.