Vuoi aprire una partita Iva? Ecco i costi e le tasse da sostenere

Con la proroga a tutto il 2015 dell’aliquota al 5% per l’accesso al regime dei contribuenti minimi, è utile ricordare come procedere all’apertura di una nuova partita Iva e quali sono le tasse e i costi da sostenere.

COME APRIRE LA PARTITA IVA – Per aprire la partita Iva, spiega InvestireOggi.it, è necessario compilare il modello di inizio attività, ossia il modello AA9/11. Dal 1 aprile 2010, i contribuenti tenuti all’iscrizione nel Registro delle imprese o nel Registro delle notizie economiche e amministrative (Rea) devono utilizzare la Comunicazione Unica, che permette di compilare il modello AA9/11 e inviare il tutto in via telematica o su supporto informatico al Registro delle imprese (www.registroimprese.it).

I COSTI – I costi per aprire la partita Iva si sostanziano essenzialmente in costi di gestione come i costi inerenti l’attività: spese sostenute per acquistare i beni strumentali necessari per lo svolgimento dell’attività, acquisto del software e dei programmi di grafica, affitto per eventuali locali, spese relative a dipendenti o collaboratori, spese per i consumi di energia elettrica e costi relativi alla tenuta della contabilità.

LE TASSE – Le tasse da pagare per chi decide di aprire una partita Iva sono le seguenti: diritto camerale (tributo che tutte le imprese iscritte o annotate nel Registro delle Imprese devono pagare ogni anno a favore della Camera di Commercio competente territorialmente); contributi gestione separata Inps; Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche e si basa sul possesso di redditi che rientrano in una categoria specifica come redditi fondiari (terreni e fabbricati), redditi di capitale (interessi attivi), redditi di lavoro autonomo, redditi di lavoro dipendente, redditi di impresa e redditi diversi, plusvalenze, attività non abituali; Irap (imposta regionale sulle attività produttive a carico delle imprese, è  un’imposta proporzionale al fatturato e non applicata all’utile di esercizio); Iva (Imposta sul Valore Aggiunto, è  un’imposta indiretta che colpisce soltanto il valore aggiunto di ogni fase della produzione, ovvero l'incremento di valore che un bene o un servizio acquista ad ogni passaggio economico, dalla fase di produzione fino al fase finale di consumo. Questo tributo grava soltanto sul consumatore finale).

IL NUOVO REGIME DEI MINIMI – Chi apre una partita Iva con il nuovo regime dei contribuenti minimi 2015 gode delle seguenti semplificazioni: esenzione Iva; esonero registrazione delle fatture emesse/corrispettivi, degli acquisti, della tenuta e conservazione dei registri e dei documenti, ad eccezione per le fatture di acquisto e le bollette doganali, della dichiarazione e comunicazione annuale Iva, della comunicazione del c.d. spesometro, della comunicazione black list, della comunicazione delle dichiarazioni d'intento ricevute; esonero registrazione e tenuta delle scritture contabili; esenzione Irap; esenzione studi di settore; esenzione ritenuta alla fonte e a tal fine rilasciano apposita dichiarazione che può essere inserita anche nella fattura.

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