Janet Yellen più interventista del previsto

A cura di Larry Hatheway, capo economista di Gam
La Fed ha, come previsto, alzato i tassi di 25 punti base. Il rialzo è stato applicato al cosiddetto tasso dei Fed Funds, ovvero il tasso di sconto e la conseguente “tassa” pagata sulla parte in eccesso delle riserve. Il Fomc ha segnalato l’aspettativa di tassi di interesse più alti in futuro, così come indicato dall’ormai famoso “dot plot”, il grafico a puntini, che alla fine dell’ultima riunione ha indicato l’aspettativa di un ulteriore restringimento della politica monetaria nel 2017 più di quanto avesse rilevato al termine del precedente meeting. La mediana delle aspettative dei membri del Fomc è di tre rialzi nel 2017. Elementi chiave per comprendere la ratio della decisione della Fed, sono stati i riscontri di un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro e dell’inflazione.
Nel complesso, il messaggio lanciato dalla Fed e ribadito durante la conferenza stampa dalla presidente, Janet Yellen, è stato più interventista del previsto, principalmente per quanto riguarda il numero dei rialzi attesi per il prossimo anno. Come conseguenza naturale della decisione, i prezzi di azioni e obbligazioni hanno perso terreno mentre il dollaro si è apprezzato.
In particolare, lo statement ufficiale della Fed non ha fatto alcun accenno all’espansione fiscale o alla deregolamentazione economica, elementi ampiamente attesi dagli attori di mercato dopo le presidenziali. Ne consegue che, qualora questi fattori si materializzassero, la FED potrebbe ulteriormente alzare le stime sulla crescita americana, sull’inflazione e sul probabile cammino dei tassi di interesse.
La decisione rafforza le dinamiche del mercato in corso dalla metà del 2016 che, dalle elezioni in poi, sono andate avanti a un ritmo più veloce. I rendimenti obbligazionari sembrano in procinto di rialzarsi, con una probabile ulteriore rotazione dai titoli più sensibili al rendimento in direzione di quelli che generalmente traggono vantaggio da una curva dei rendimenti più ripida, come i finanziari, e da un crescita più robusta, come i titoli ciclici e quelli value.

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