di Filippo Diodovich, market strategist di IG
E’ indubbiamente la settimana delle banche centrali. La grande attesa è per giovedì 17 settembre quando la commissione operativa della Federal Reserve pubblicherà alle 8 italiane il comunicato contenente le decisioni di politica monetaria.
In prima mattinata abbiamo assistito al meeting della Bank of Japan che ha deciso di non cambiare la propria politica monetaria nonostante il rallentamento della domanda dai paesi emergenti e le crisi dei BRICS. Nella conferenza stampa successiva alla scelta il governatore Haruhiko Kuroda ha sottolineato come l’istituto centrale possa intervenire ulteriormente sul mercato in caso di necessità (riteniamo probabile un ampliamento del piano di QE).
A metà mattinata le cifre su inflazione UK nel mese di agosto hanno mostrato un andamento dei prezzi particolarmente debole. L’indice core dei prezzi al consumo si è attestato all’1% ben lontano dal valore desiderato del 2%. I prezzi alla produzione (solitamente anticipatori dell’andamento dell’inflazione) sono risultati ben inferiori alle aspettative. Valutiamo che la Bank of England aspetterà il cambio di rotta in politica monetaria da parte della FED prima di scegliere le stesse strategie restrittive.
Nel pomeriggio negli States le vendite al dettaglio sono risultate leggermente peggiori delle stime del consensus, hanno, invece, deluso particolarmente la produzione industriale (-0,4% vs -0,2% stimato) e l’indice Empire Manufacturing NY (-14,67 vs -0,50 atteso). Le cifre macro non hanno, tuttavia, modificato le prospettive sulle decisioni del FOMC, la commissione operativa della FED. Crediamo che le posizioni dei vari membri del Board siano ormai ben definite dopo i dati statunitensi sul PIL, inflazione e mondo del lavoro e le condizioni economiche generali delle altre economie. Osservando il grafico del Dollar Index (paniere che misura la forza del dollaro contro le principali divise mondiali) possiamo notare come il biglietto verde si sia rafforzato nel pomeriggio italiano sulla scia del riposizionamento di molti operatori incerti sulle prossime mosse della FED.
Domani cominceranno le discussioni tra i banchieri centrali USA nel meeting di due giorni della FED. Giovedì sera il comunicato comprensivo delle proiezioni economiche redatte dall’intero Board (anche dei membri non votanti) e successivamente la conferenza stampa del governatore Yellen.
Riteniamo che lo scenario piu’ probabile sia quello di un rinvio del rialzo dei tassi d’interesse a ottobre/dicembre (con questa ultima data con maggiori chance sulla scia della possibilità della Yellen di avere una conferenza stampa per illustrare le scelte del Board). Sarà importante valutare il comunicato stampa e soprattutto le proiezioni economiche annesse che daranno importanti indicazioni non solo sulle tempistiche del primo rialzo ma anche dei prossimi incrementi. Crediamo infatti che la FED abbia già in mente un piano graduale di rialzo del costo del denaro, flessibile e modificabile in base alle condizioni economiche sottostanti. Un ulteriore rallentamento della crescita cinese e il prolungamento della crisi dei paesi emergenti comporteranno un ritmo di rialzi molto lento.