Elezioni in Francia e Olanda: esiti incerti

A cura di Philippe Waechter, capo economista di Natixis Asset Management
La settimana scorsa lo spread tra i titoli a 10 anni di Francia e Germania si è ampliato. Pesa l’incertezza sull’esito delle elezioni francesi anche se gli ultimi sondaggi mostrano un testa a testa tra Macron e Le Pen nel primo turno e di un ampio vantaggio di Macron rispetto a Le Pen nel secondo turno.
L’ipotesi che Fillon possa recuperare è sempre più lontana, considerato il ritardo rispetto a Macron e le vicende giudiziarie in cui è coinvolto. Mercoledì 15 marzo dovrebbe, infatti, comparire di fronte ai giudici e con molta probabilità sarà messo formalmente sotto inchiesta dopo le indiscrezioni apparse sulla stampa secondo le quali Fillon non avrebbe dichiarato regali per oltre 48.5000 euro e un prestito di 50 mila euro. La credibilità di Fillon è quindi a rischio. Anche l’altro candidato, Hamon, sta perdendo terreno. La manovra di punta, Universal Income, ha subito importanti modifiche dal suo primo annuncio. Se inizialmente la manovra doveva portare benefici per tutti, oggi sembra più un provvedimento in favore solo dei giovani.
Anche Le Pen potrebbe essere penalizzata dalla bufera degli impieghi fittizi al Parlamento Europeo. La candidata si rifiuta di comparire davanti ai giudici e questo per gli elettori che non hanno preso una posizione, potrebbe essere fonte di preoccupazione e una ragione per non votarla.
Lo sguardo dell’Europa è rivolto anche all’Olanda con le elezioni che si svolgeranno sempre il 15 marzo. In questo caso occorre tenere presente che il PVV, il partito di estrema destra di Geert Wilders, potrebbe diventare il primo partito dopo la prima elezione generale con 21 seggi su 25 (in aumento rispetto ai 12 attuali). La seconda, però, è che il PVV non avrà mai i 75 seggi necessari per poter governare e gli altri partiti hanno già dichiarato di escludere qualsiasi tipo di coalizione.