Voluntary Disclosure: pubblicati modelli e istruzioni per l’uso

Finalmente ai nastri di partenza la “voluntary disclosure”, la procedura di rientro dei capitali e delle attività detenute all’estero. L’Agenzia delle Entrate ha infatti pubblicato il modello di comunicazione e le istruzioni di compilazione per permettere ai contribuenti interessati di aderire alla procedura.

COME ADERIRE – Oltre al modello è stato reso noto il format per la relazione di accompagnamento e per i documenti da predisporre per finalizzare la procedura, oltre che le specifiche tecniche per trasmetterli, tramite Pec. Le disposizioni introdotte prevedono che i soggetti che detengono attività e beni all’estero ed hanno omesso di rilevarli ai fini del monitoraggio fiscale (quadro RW del modello Unico), potranno definire la propria posizione mediante una specifica attività di collaborazione volontaria con gli uffici accertatori. Il termine di presentazione delle domande è fissato al prossimo 30 settembre 2015.

SOGGETTI INTERESSATI – La domanda può essere presentata sia dal soggetto autore della violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale, per l’emersione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute fiori dal territorio dello Stato, sia dal soggetto non destinatario degli obblighi di monitoraggio, per le violazioni connesse agli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva.

IL MODELLO – Il modello di comunicazione pubblicato dall’Agenzia delle Entrate è suddiviso in tre sezioni: la prima contenente le informazioni sulla privacy, la seconda destinata alla raccolta dei dati sui soggetti che presentano l’istanza e la terza all’indicazione dei dati relativi alle attività oggetto di emersione.

INFORMAZIONI NECESSARIE – Dovranno essere fornite tutte le informazioni e allegati tutti i documenti necessari alla ricostruzione dei singoli redditi evasi con cui sono stati costituiti i patrimoni illegalmente portati all’estero. In alternativa è prevista la rideterminazione forfettaria dei rendimenti sui conti sino a 2 milioni di euro.

SANZIONI – Le sanzioni per la violazione dell’obbligo di monitoraggio sono ridotte all’1,5% dell’importo non dichiarato, per i soggetti che hanno trasferito capitali in stati White List, e al 4,5% dell’importo non dichiarato nei casi di Paesi Black List.

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