La legge per il rientro dei capitali dall'estero, per l'emersione del nero “domestico” e per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale, riporta Il Sole 24 Ore, è stata definitivamente approvata dal Senato con 119 sì, 61 no e 12 astenuti.
TASSAZIONE INTEGRALE – Il rimpatrio o l'emersione questa volta, a differenza dei tre scudi fiscali dello scorso decennio, non rappresentano un condono a tariffa forfettaria. I capitali ancora sotto accertamento (cioè non ancora prescritti fiscalmente) saranno assoggettati a tassazione integrale (generalmente il 43%, visti gli importi a 5, a 6 o più zeri in questione), con il riconoscimento di forti sconti solo sulle sanzioni per mancata dichiarazione fiscale (quasi sempre sotto la soglia del 3%). In aggiunta, si pagheranno comunque le tasse anche sui rendimenti annuali del capitale depositato all'estero.
SVELARE IL NOME – Ma, prima ancora, chi rimpatrierà o farà l'emersione questa volta dovrà farlo svelando il proprio nome ed esibendo tutti i documenti bancari e degli intermediari utili a ricostruire la storia, e i rendimenti, dell'investimento. Chi pensasse di “dimenticare” una parte, o di produrre una attestazione falsa, rischierà una condanna fino a sei anni di carcere per un nuovo reato specifico.
LE MODALITA’ – Chi aderirà alla nuova voluntary disclosure – e potrà farlo entro il 30 settembre dell'anno prossimo per violazioni commesse prima del 31 dicembre 2013 – oltre a non rispondere dei reati fiscali (a parte ipotesi di gravi condotte fraudolente, per le quali comunque la pena è diminuita) andrà immune anche dal nuovo illecito di autoriciclaggio, che può comportare un aumento di pena fino a 8 anni (4 se il reato all'origine del lavaggio non è particolarmente grave). Se l'operazione avrà il successo atteso, è prevedibile che la forchetta potrà oscillare tra i 5 e i 20/25 miliardi di euro di gettito fiscale.