Fondi immobiliari: risparmiatori traditi da oneri e commissioni d’oro

Quando le commissioni e gli oneri ti mangiano tutto il rendimento. Capita quando il risparmiatore ha a che fare con i fondi immobiliari quotati a Piazza Affari. Secondo quanto scrive La Stampa, infatti, solo l’anno scorso le Sgr, che gestiscono i 26 fondi quotati a Milano, si sono portate a casa 73 milioni di euro di provvigioni di gestione. Una quota percentuale che viaggia intorno all’1,6% del patrimonio a cui però vanno aggiunti una serie di altri costi. Solo in oneri di gestione sono andati 1,2 miliardi di euro dalla nascita dei fondi quotati, nel 1999.

LE PERDITE – Questa voce contiene sì spese straordinarie di manutenzione per palazzi, uffici, negozi e così via ma anche una gran quantità di altri costi come le agency, i servizi di outsourcing e consulenze varie che fanno salire il conto finale. Su un capitale iniziale di 5,4 miliardi raccolto da questi strumenti vuol dire uscite sproporzionate che vanno oltre il 20% delle somme iniziali depositate, secondo i dati della società di consulenza finanziaria indipendente Norisk. Il tutto di fronte a deboli performance: la media dei fondi viaggia però sotto zero con crolli che, per alcuni nomi, si avvicinano al 70%.

IL DECRETO – Ultima ancora di salvezza? Il decreto approvato dal governo a fine agosto decreto che dà a questi fondi la possibilità di chiedere una proroga della scadenza naturale di due anni. Per evitare di dover vendere gli enormi asset a prezzi di saldo. Una mossa non da poco dato che il patrimonio dei fondi in scadenza al 2020 è stimato in circa 5 miliardi di euro, conclude il quotidiano torinese.