Tasse locali, boom in 3 anni

Secondo uno studio condotto dalla Uil sulle politiche territoriali, le tasse locali (Imu, Irpef, Tasi e Tari 2016) nelle città più grandi sono aumentate fino a triplicare negli ultimi cinque anni. E il 5 giugno queste città andranno al voto.

LE TASSE LOCALI – Napoli, Roma, Milano, Torino e Bologna sono le città più grandi nelle quali si voterà per le comunali il prossimo 5 giugno. Ecco l’andamento delle tasse locali, Tasi, Tari, Imu, addizionale comunale Iperf per vedere cosa è cambiato, città per città, negli ultimi cinque anni. I dati sono forniti dal dossier Uil servizio politiche territoriali.

NAPOLI, ANCORA AUMENTI – La tariffa sui rifiuti è una di quelle che destano maggiore attenzione nel panorama fiscale del napoletano. Dopo le incredibili vicissitudini degli anni passati, che hanno visto il capoluogo partenopeo inondato dall’immondizia, la situazione sembra ora tornata nella normalità, che però viene pagata a caro prezzo dagli abitanti. Negli ultimi cinque anni, da quando De Magistris è sindaco, la tariffa sui rifiuti è cresciuta fino a toccare, con la Tari 2016, i 436 euro di media per famiglia tipo. L’Irpef è aumentata fino al 60%, costando ad oggi circa 366 euro a nucleo familiare. Un incremento del 142,3% è invece stato registrato per le tasse sulla seconda casa, che complessivamente portano il costo annuo per una famiglia napoletana a toccare le cifre più alte in Italia, cioè 2.011 euro.

ROMA, IRPEF PIU ALTA – Roma è una delle città più costose d’Italia per quanto concerne le tasse locali. Mentre la Tari 2016 dovrebbe cedere qualcosa (dopo aver subito aumenti importanti dal 2010 al 2013 e quindi comunque aumentata del 12,4% negli ultimi 5 anni), l’addizionale Irpef (0,9%) è la più alta del paese. Secondo la ricerca Uil, le famiglie romane pagano una media di 1.962 euro l’anno sommando complessivamente le tasse sui rifiuti, sulla seconda casa e l’Irpef, “grazie” soprattutto alle aliquote per Tasi e IMU sulla seconda casa, impostate sul massimo consentito dalla legge, e cioè l’11,4 per mille.

MILANO, BALZO DELLA TASSA RIFIUTI – Dal 2011, anno di insediamento del sindaco Pisapia, la spesa media per i rifiuti è passata da 210 a 331 euro l’anno (Tari 2016); l’Irpef è salita fino allo 0,8%, mentre le seconde case (valore catastale intorno ai 500 euro) costano complessivamente 1.000 euro l’anno.

BOLOGNA, VIRTUOSA – Virtuoso è un termine ovviamente relativo alla situazione delle altre città osservate dalla Uil: perché a Bologna l’Irpef è aumentata del 14,3% e la tassa sui rifiuti “solo” del 15,7% in cinque anni. La Tari 2016 non sarà quindi particolarmente più pesante rispetto a quella degli anni scorsi. Protette quindi le famiglie con prima casa, a discapito di chi possiede una seconda abitazione che, fra tutte le spese (considerate per una rendita catastale media di 550 euro) arriva a costare fino a 979 euro l’anno, il 142,3% in più rispetto a 5 anni fa

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