ANDRA' PEGGIO PRIMA CHE POSSA ANDARE MEGLIO – Settimana che si apre con un ulteriore movimento al ribasso per Telecom Italia dopo il tonfo di venerdì scorso, col titolo che prova a mantenersi sopra i 50 centesimi di euro per azione dopo aver brevemente toccato i 49,22 centesimi, nuovo minimo storico. Pesa sull’ex monopolista telefonico italiano il giudizio di Bernstein (che pure esprime sul titolo un “market perform” con target price a 65 centesimi) che in un report intitolato “Quanto può andare peggio” sostengono che prima che le cose possano migliorare dovranno andare ulteriormente peggio. In effetti, spiegano gli esperti, nonostante il desiderio espresso da Mediobanca di uscire da Telco, il forte calo delle attività italiane e un quadro finanziario sempre più fragile a causa della crescita del peso del debito, non sembra garantire una rapida decisione in merito allo scorporo della rete fissa o al cambio di controllo.
RISCHI E SOLUZIONI – La soluzione “più razionale” potrebbe essere creare “una good bank” con la rete “completamente separata” e le attività in America Latina da un lato e “una bad bank” a cui conferire il retail wireline e il business wireless, cosa che potrebbe far risalire le quotazioni sino a 1,3-1,7 euro. Ma il rischio è che il governo provi a ricostituire l’ennesima holding di controllo con l’aiuto di un investitore terzo come ad esempio At&t, una soluzione che rischia di avvenire a condizioni onerose. Una gestione su cui pesa sempre più la politica e l’intransigenza delle parti coinvolte rischia dunque di far calare ancora le quotazioni sino in area 28-30 centesimi.