IN SESSANT'ANNI UN MILIONE DI PERSONE HA LASCIATO LA CITTA' – Detroit è ufficialmente fallita: col deposito, avvenuto ieri, di una richiesta di “Chapter 9” della legge fallimentare americana (l’equivalente riservato alle municipalità ed enti pubblici del “Chapter 11”, che corrisponde invece all’amministrazione controllata per le aziende, ndr), la capitale dell’auto americana, da tempo in crisi a causa della progressiva perdita di ricchezza generata proprio dalla crisi del settore automobilistico, prova a ristrutturare un debito pubblico che a seconda delle stime oscilla tra i 18 e i 20 miliardi di dollari. Una decisione che rischia di impoverire ulteriormente la popolazione, che da anni sta lentamente abbandonando la città, calata dagli 1,8 milioni degli anni Cinquanta a poco più di 700 mila abitanti attuali. La situazione era del resto da tempo giudicata insostenibile, con molti analisti che giudicano inevitabile la decisione presa dal commissario straordinario di Detroit, Kevyn Orr, e avallata dal governatore del Michigan, Rick Snyder: per ogni dollaro che entrava nelle casse della città, infatti, 38 centesimi erano ormai destinati al rimborso del debito e degli interessi.