Trimestrale in chiaroscuro per Ubi Banca

26,5 MILIONI DI UTILI NEL SECONDO TRIMESTRE – Trimestrale in chiaroscuro per Ubi Banca, che ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un utile netto in calo del 51,1% su base annua a 26,5 milioni di euro, peraltro in linea con il trimestre precedente e superiore alle attese di consensus (attorno ai 18 milioni di euro di utile). Nel primo semestre, segnala una nota, le rettifiche per deterioramento crediti sono salite a 383,9 milioni rispetto ai 334,4 milioni dell’analogo periodo del 2012, mentre il costo del credito annualizzato è risultato pari allo 0,84%, dallo 0,70% di un anno prima. Per l’intero 2013 Ubi Banca continua peraltro a prevedere un costo del credito in termini assoluti “entro un livello inferiore al 2012”.

RALLENTA LA CORSA DELLE SOFFERENZE – Le sofferenze salgono a 3,2 miliardi rispetto ai 3 miliardi di fine marzo, ma la crescita si lega quasi totalmente all’iscrizione tra le sofferenze di una singola posizione di 153 milioni, in precedenza classificata tra gli incagli. I ricavi operativi salgono a 852,4 milioni, il 6,6% in più rispetto al precedente trimestre, mentre il  margine di interesse migliora del 2,6% sempre su base trimestrale, raggiungendo i  428,2 milioni e per i prossimi trimestri Ubi Banca prevede “un’ulteriore leggera ripresa del margine di interesse”. A fine giugno il Core Tier 1 dell’istituto era pari al 12,1% ovvero se calcolato in base alle norme di Basilea3 ad oltre il 10%.

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