MOODY'S NON CREDE AL DEFAULT USA PER ORA – Nonostante i toni della disputa politica in corso a Washington restino accesi, i mercati non sembrano credere fino in fondo all’eventualità di un default del debito pubblico statunitense. La stessa Moody’s, che tra le prime ha provato a stimare l’impatto del “government shutdown”, ormai arrivato al settimo giorno, sulla crescita del Pil Usa, ha già fatto sapere di ritenere “molto bassa” la probabilità di un default causato dall’interruzione del pagamento degli interessi sul debito pubblico americano. “C’è ancora, pensiamo, una buona probabilità che si raggiunga un accordo sul tetto del debito” ha commentato a Bloomberg Television il Ceo di Moody’s, Ray McDaniel, aggiungendo di ritenere che in ogni caso “se anche non si raggiungesse un’intesa sul tetto al debito” è probabile che il Tesoro americano faccia del pagamento degli interessi sul debito la sua priorità. Ripetutamente fonti dell’amministrazione Obama avevano invece ricordato che dopo il 17 ottobre nelle casse del Tesoro resteranno circa 30 miliardi di dollari, a fronte di pagamenti che a seconda del periodo possono anche toccare i 60 miliardi di dollari al giorno, e di attendersi che tale disponibilità liquida venga completamente esaurita entro o anche prima del 31 ottobre.