MEGLIO COMPRARE AZIONI ED EVITARE I BOND – Che le tasse aumenteranno nei paesi sviluppati “è una tranquilla certezza (Germania e Svezia uniche possibili eccezioni)”, così come “è certo che il welfare continuerà a ridursi e che l’inflazione risalirà” secondo quanto scrive oggi Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos Partners (gruppo Julius Baer) nel suo ultimo “Il Rosso e il Nero”. Se questo è il futuro, suggerisce l’esperto, “è bene mettere fieno in cascina per l’inverno comprando azioni ed evitare strategicamente gli asset con un potenziale di guadagno limitato e predefinito, i bond”, anche se da qui a fine anno i bond non dovrebbero soffrire particolarmente e potrebbero anzi “dare qua e là qualche soddisfazione”.
CRESCITA FIACCA MA NON CI SONO ALTERNATIVE ALL'AZIONARIO – Ma con l’inflazione che prima o poi, forse dal 2016 azzarda Fugnoli, potrebbe tornare a manifestarsi sopra i livelli minimi storici attuali, per i bond vi sono pochi spazi di crescita, mentre non mancano quelli per le azioni, perché è vero che “gli li utili crescono poco, l’economia è mediocre e le valutazioni sono sempre meno interessanti” ma alla fine “non ci sono alternative” tanto più con 40 mila consulenti finanziari negli Stati Uniti “che ogni giorno, in questo periodo, chiamano i loro clienti per annunciare la buona novella della grande rotazione dai bond all’azionario”. Ogni resistenza al rialzo, insomma, è per il momento vana anche se probabilmente da qui a tutto novembre potrà esservi spazio per un processo di consolidamento degli indici e dei settori azionari, con le borse che dovrebbero chiudere l’anno attorno o poco sopra i livelli attuali e un dollaro debole che potrebbe far recuperare terreno all’oro.