Crisi: ecco in quale regione italiana è più facile trovare lavoro

TROVARE LAVORO – La regione italiana dove è più facile trovare lavoro? Il Trentino Alto Adige. Secondo uno studio condotto da Manageritalia sugli ultimi dati Istat, la disoccupazione in Trentino è più bassa rispetto al resto del Paese per tutte le categorie di lavoratori, attestandosi al 5,1% contro un dato nazionale pari al 12,2% ad agosto 2013: nel dettaglio, per gli uomi la disoccupazione si ferma a quota 4,6%, mentre sale al 5,8% per le donne. E a livello di singole città Bolzano fa ancora meglio: 4,1% la disoccupazione totale, 3,6% quella maschile, 4,8% quella femminile.

LA CLASSIFICA – A seguire in questa particolare classifica troviamo il Veneto (6,6% la disoccupazione totale), il Friuli Venezia Giulia (6,8%), la Valle d'Aosta a pari merito con l'Emilia e Romagna (7,1%) e la Lombardia (7,5%). Agli ultimi te posti invece si attestano Sicilia (18,6%), Campania e Calabria (19,3%). La disoccupazione maschile è maggiore di quella femminile solo in Valle d'Aosta (+0,3%) e Basilicata (+0,1%). Il primato del Trentino Alto Adige resta anche restringendo il campo di analisi alla fascia giovanile, tra i 15 e i 24 anni: in questo caso la disoccupazione tocca il 15,2% nella regione (11,6% a Bolzano), contro il 40,1% a livello nazionale.

MANAGER E DIRIGENTI – Il discorso cambia invece per manager e dirigenti. Questa categoria di lavoratori risulta più presente tra gli occupati dipendenti in Lombardia, dove ci sono 1,6 dirigenti ogni cento lavoratori dipendenti. Seguono Lazio (1,36%), Piemonte (0,96%), Emilia Romagna (0,82%) e Liguria (0,8%). Le regioni meno adatte per i manager sono invece Basilicata e Sardegna (0,18%) e Calabria (0,17%). Intanto dai dati Censis emerge un’altra tendenza demografica interessante, che riguarda la fascia di età degli over 65: secondo una ricerca realizzata per l'Anla (Associazione nazionale lavoratori anziani), gli anziani sono sempre di più, restano sempre di più al lavoro e fanno meno i nonni, ma aiutano economicamente figli e nipoti.

ANZIANI VS. GIOVANI – Basti pensare che nel 2015 il loro numero coinciderà con quello della popolazione tra i 15 e i 34 anni; inoltre, se la quota dei giovani occupati è crollato di circa il 20% tra il 2007 e il 2012, i lavoratori con più di 55 anni sono aumentati nello stesso periodo del 24,5%. Per la ricerca, questo è dovuto al fatto che il 68,8% dei titolari di grandi aziende preferisce gli anziani rispetto ai giovani quando si tratta di competenze gestionali e organizzative, del riconoscimento nei valori aziendali (58,8%), delle competenze specialistiche (51,5%), della capacità di leadership (52,1%). Ne consegue che gli anziani fanno sempre meno i nonni: la percentuale che si occupa direttamente dei nipoti scende dal 35,8% del 2007 al 22,5%, mentre aumenta dal 31,9% del 2004 al 47,9% la quota di over 60 che contribuiscono con un aiuto economico diretto alla vita di figli e/o nipoti.