TROPPI BOND A UN ANNO A FRONTE DI PRESTITI A LUNGA SCADENZA – La Danimarca cerca di mettere una pezza alle distorsioni venutesi a creare di recente sul proprio mercato del credito. Dopo le accuse delle agenzie di rating (e della stessa banca centrale danese) a banche e intermediari finanziari danesi attivi sul mercato da 350 miliardi di dollari dei mutui cartolarizzati di fare troppo affidamento su obbligazioni a un anno (i cui rendimenti sono a livelli minimi grazie al rating sovrano “AAA” danese e alla percezione di “bene rifugio” che tali titoli hanno guadagnato negli ultimi anni) per rifinanziare prestiti di durata fino a 30 anni, il governo ha fatto sapere di voler estendere la durata dei bond a tasso variabile nel caso in cui l’obbligazione non potesse essere ceduta sul mercato o registrasse un’impennata improvvisa dei tassi. La proposta, che deve ancora essere approvata dal parlamento danese, è stata subito giudicata come benvenuta dall’Associazione degli istituti fondiari danesi, mentre non sembra aver convinto gli investitori, che sembrano intenzionati a richiedere un premio più elevato per sottoscrivere bond con una durata incerta, anche perché nel caso di alcuni investitori istituzionali (come i fondi) non sarebbe possibile, da statuto, procedere all’acquisto di un bond a 12 mesi col rischio di ritrovarsi in portafoglio un bond a 30 anni.