Nel 2014 dovrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi, ma lo stock picking è ancora necessario per poter cogliere le occasioni al rialzo e al ribasso. Ecco dieci titoli riportati dal sito milanofinanza.it che secondo gli analisti di Morgan Stanley è meglio evitare, dal momento la loro valutazione è inferiore (dal 20% al 40%) alle quotazioni attuali.
1) Accenture. Il gigante Usa, che capitalizza 55,8 miliardi di dollari, ha un margine di ribasso dalle quotazioni recenti del 37%. Il target price è infatti 52 dollari, contro una quotazione recente di 82,5. Implica un p/e (prezzo/utile) di 13, che è basso rispetto ai competitor, perché risente dei problemi strutturali del gruppo e del calo del fatturato.
2) ARM. Il 2014 si preannuncia difficile per il gruppo di chip perché le buone notizie, dopo il rally degli ultimi sei mesi che ha visto la quotazione salire del 37%, sono già scontate sul listino Londra (1.095p), mentre la concorrenza è destinata a crescere nei prossimi mesi.
3) Asus. Dopo un 2013 difficile il gruppo asiatico ha comunicato di recente gli obiettivi che si è prefisso per il 2014, che sembrano molto difficili da raggiungere tenendo conto soprattutto del peggioramento dello scenario competitivo. Il prezzo obiettivo di150 dollari di Taiwan corrisponde a un downside del 44% dalle quotazioni attuali. Da gennaio 2013 ha perso il 18,4%.
4) Atlas Copco. I deboli risultati comunicati da molte società collegate al business minerario (Metso, Orica, Sandvik, Atlas Copco e Cat) hanno messo in evidenza l’impatto negativo che deriverebbe da un ulteriore peggioramento dello scenario del settore. E la società svedese Atlas Copco che realizza il 40% dei ricavi nel comparto minerario. Il prezzo obiettivo è 125 corone svedesi, con un margine di ribasso del 30%.
5) Belle International. Dopo il recente calo, che rappresenta una correzione del 23% da ottobre la società cinese potrebbe deludere ancora gli investitori. Secondo gli analisti il titolo, che ha perso il 16% negli ultimi mesi e il 48,6% da gennaio, merita un prezzo obiettivo di 10,90 dollari di Hong Kong, che è inferiore di oltre il 22% dalle quotazioni attuali.
6) General Electric. La pressione sui margini reddituali maggiore delle attese, il rischio di minori dividendi da Gecc e di una crescita inferiore ai competitor sono tre punti di debolezza che potrebbero pesare negativamente sulla mega-cap Usa nei prossimi mesi. Il target price del titolo che è salito del 19% negli ultimi sei mesi, portando il rialzo da gennaio al 30,4%, è stato fissato a quota 22 dollari, che indica uno spazio di ribasso intorno al 20%.
7) Lululemon. Di recente i problemi sulla qualità dei prodotti e una disastrosa campagna promozionale, hanno incrementato le pressioni al ribasso sul titolo, che è sceso del 9,6% negli ultimi sei mesi, portando la flessione da gennaio al 20%. Il prezzo obiettivo di 41 dollari è del 30% inferiore alle quotazioni attuali.
8) Mercadolibre. Il 2014 non sarà facile per il gruppo, che ha un’alta esposizione al Venezuela e all’Argentina, con i conseguenti problemi che derivano dallo scenario economico, dai cambi e dai rischi legati alla regolamentazione e all’inflazione. Gli esperti indicano per il titolo, che ha perso il 2% negli ultimi sei mesi, ma che ha una performance positiva da gennaio (+29%), un target di 75 dollari, che implica un downside del 29%.
9) Otsuka. Il gruppo It nipponico ha quasi raddoppiato la quotazione nel giro di un anno, ma ai prezzi attuali (13410 yen) è sopravvalutato rispetto ai concorrenti del settore. Il consiglio è prendere profitto sul titolo, che è correttamente valutato 8200 yen (-39%).
10) Wendy’s. Dopo il rialzo dell’87% da gennaio, il titolo è troppo caro rispetto ai competitor globali. Per la compagnia sarà infatti molto arduo centrare l’obiettivo di una crescita annua del 2-3%. Il target price, che è stato fissato a quota 6,50 dollari, è inferiore (del 25%) dalle quotazioni attuali.