WALL STREET CHIUDE IN NETTO CALO – Le scosse sismiche originate dai mercati emergenti si trasmettono a Wall Street che oggi ignora alcune buone trimestrali per chiudere in rosso la peggiore settimana dal giugno 2011. Il Dow Jones cede l’1,96%, l’S&P500 perde l’1,88%, il Nasdaq segna -2,02% e le small cap del Russell 2000 cadono del 2,48%, gettando un’ipoteca negativa sulla riapertura di lunedì prossimo dei mercati asiatici ed europei.
LA LIQUIDITA’ SI PARCHEGGIA SUI BOND – Tra le blue chip a stelle e si mettono in luce Microsoft e Procter & Gamble, grazie a trimestrali superiori alle attese e con Merck sono le uniche a chiudere la giornata in rialzo, mentre General Electric, 3M, Boeing, Visa e Pfizer perdono ognuna attorno o più del 3%. Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento sul decennale calare ulteriormente sul 2,73% e quello del trentennale sul 3,64% nonostante l’attesa per una ulteriore riduzione degli acquisti di bond sul mercato che la Fed potrebbe annunciare già mercoledì prossimo. L’oro rimbalza sui 1.267,7 dollari l’oncia (altri 5,7 dollari di recupero), l’argento dopo un avvio promettente cala a 19,89 dollari (11 centesimi di perdita), mentre il petrolio scivola sui 96,96 dollari al barile (38 centesimi sotto il precedente fixing).