La BoJ proroga stimoli, basterà a far crescere il Giappone?

LA BOJ PROROGA STIMOLI MONETARI – Nonostante tutti gli sforzi di governo e banca centrale il Pil giapponese non riesce a crescere quanto si vorrebbe: dopo che ieri il governo di Tokyo aveva annunciato come nel quarto trimestre del 2013 il Pil fosse cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ovvero dell’1% su base annua, consentendo al 2013 di chiudersi con un +1,6% medio che è comunque inferiore alle attese (consensus: +2,8%), la Bank of Japan (BoJ) ha deciso stamane di prorogare di un anno, fino a fine marzo 2015, tre programmi di prestiti a favore degli istituti di credito, per incoraggiare le banche a finanziare imprese e investimenti, decisione accolta con un rialzo superiore al 3% dalla borsa di Tokyo.

DEMOGRAFIA E LENTEZZA RIFORME GIOCANO CONTRO – A giocare contro l’ulteriore espansione dell’economia giapponese, oltre alla lentezza con cui il governo Abe sta concretizzando le programmate riforme economiche, è la congiuntura internazionale che ha impedito alla domanda estera di dare un contributo positivo. Il problema di fondo del Giappone resta tuttavia un altro: l’andamento demografico (la popolazione giapponese si riduce di circa l’1% l’anno) pesa sulla crescita almeno quanto sulla circolazione della moneta così generosamente nel sistema, da anni. Il tutto contribuisce a mantenere l’inflazione a livelli giudicati eccessivamente modesti (l’1% contro il target ufficialmente fissato al 2% annuo) e a limitare il potenziale di crescita del paese.