Sul fronte dei prestiti le banche soffrono ancora

IL CREDITO RISTAGNA – Il 2014 delle banche italiane è iniziato con un credito che ristagna, anche per assenza di domanda di investimenti, i depositi a breve in lieve aumento ma con il crollo del 10% della raccolta da obbligazioni e con la qualità del credito che continua a peggiorare, con sofferenze lorde su impieghi al massimo dal maggio 1999. L'agenzia di stampa Reuters presenta così il rapporto Abi di febbraio, che contiene i dati sulla raccolta e sugli impieghi aggiornati a gennaio e quelli delle sofferenze fermi a dicembre 2013. Le sofferenze lorde a dicembre sono arrivate vicine ai 156 miliardi di euro e quelle nette hanno superato 80 miliardi.

LA RACCOLTA BANCARIA – Mentre non arrivano chiari segnali di ripresa del credito, la raccolta bancaria complessiva ha frenato a gennaio. La somma di depositi e obbligazioni è stata pari a 1.717,8 miliardi, con una flessione annua dell'1,9% e in calo anche in valore assoluto su dicembre. La componente dei depositi della clientela residente è arretrata a 1.204,7 miliardi rispetto ai 1.215 del mese prima, ma cresce su base annua del 2,2% circa. Continua invece il crollo della raccolta da obbligazioni, che in valore assoluto sono arrivate a 513 miliardi di euro, con un calo annuo a due cifre pari al 10,4%, che in valore assoluto equivale a quasi 60 miliardi di euro in meno, "il che penalizza l'erogazione dei prestiti a medio e lungo termine", dice Abi. Il portafoglio titoli delle banche italiane, stimato da Abi, è in gennaio pari a 1.029 miliardi di euro.

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