Bond, come andare oltre al 2,5%

Le emissioni a lunga durata sono le più rischiose, ma, secondo quanto scrive CorrierEconomia, lo scenario attuale rende quasi necessario considerarle nelle proprie scelte d’investimento sul mercato obbligazionario.

DENOMINAZIONE IN DOLLARI – In pratica è opportuno scegliere titoli con scadenza almeno quinquennale per beneficiare di un ritorno sufficiente di redditività. Tra questi, oltre ai classici titoli di Stato italiani o di altri Paesi dell’area euro, buone opportunità si possono trovare nelle obbligazioni societarie. Oppure da obbligazioni con durata breve denominata in una valuta diversa dall’euro, in particolare nel dollaro statunitense, destinata probabilmente a rafforzarsi anche nei prossimi mesi.

CEDOLA FISSA – Restando nei confini nazionale, anche il Btp Italia, in uscita il 20 ottobre, rappresenta un valido investimento per i risparmiatori. Anche perché, spiega CorrierEconomia la situazione più realistica per i prossimi mesi è che i tassi dei titoli di Stato italiani dovrebbero rimanere stabilmente intorno ai minimi del periodo. Il consiglio? Evitare di passare dalle emissioni a cedola fissa a quelle a cedola variabile. Le cedole che offrono le emissioni indicizzate sono tali da far sì che gli strumenti cui appartengono paghino rendimenti addirittura inferiori a quelli proposti dai concorrenti a tasso fisso.

BOND SOCIETARI – Tra i bond societari che pagano una cedola lorda superiore al 2,5%, ricorda CorrierEconomia, c’è, per esempio, quello di Intesa Sanpaolo, scadenza al 17/01/2022, rendimento lordo all’1,67%. Quello di UniCredit, scadenza 14/01/2021, cedola al 3,25% e rendimento lordo all’1,63%. Il Banco Popolare offre un titolo con scadenza al 14/032019, cedola al 3,5% e rendimento al 2,5%. Il bond Fincantieri al 19/11/2018 paga una cedola al 3,75% e rendimento al 2,65%.